Dio aiuti i ricchi, i poveri possono chiedere l'elemosina.- Thomas Fuller
Dio aiuti i ricchi, i poveri possono chiedere l'elemosina.
Sebbene la modestia sia una virtù, la timidezza è tuttavia un vizio.
Molti possono sopportare l'avversità, ma pochi tollerano il disprezzo.
I miracoli sono le fasce in cui si avvolgono chiese infantili.
Sa poco chi dice a sua moglie tutto quello che sa.
La più nobile vendetta è il perdono.
La preghiera, il digiuno e l'elemosina comportano la necessità di non farsi dominare dalle cose che appaiono: quello che conta non è l'apparenza; il valore della vita non dipende dall'approvazione degli altri o dal successo, ma da quanto abbiamo dentro.
Il piacere dell'elemosina è un piacere altezzoso e immorale, il piacere del ricco che si compiace della propria ricchezza, del potere, e del confronto tra la propria importanza e quella del mendico.
L'elemosina incoraggia l'assuefazione invece che l'autostima e la capacità di cavarsela da soli.
L'elemosina avvilisce tanto chi la riceve quanto chi la fa.
Chi fa un'offerta a un morto, a quello non da nulla e toglie a sé stesso.
La religione cattolica è un'istruzione a elemosinare il cielo, visto che sarebbe troppo incomodo guadagnarselo. I preti sono gli intermediari di questa elemosina.
In materia d'elemosina, bisogna chiudere la bocca e aprire il cuore.
Il napoletano non chiede l'elemosina, ve la suggerisce.
Come può una persona fare l'elemosina a un povero uomo con un cuore pulito quando crede, e ha interesse a credere, che ci sia un Dio che tiene il punteggio in cielo, che guarda verso il basso e annuisce in segno di approvazione?
La felicità è come l'elemosina gettata al mendico. Gli permette di vivere oggi per prolungare il suo dolore l'indomani.