Il napoletano non chiede l'elemosina, ve la suggerisce.- Leo Longanesi
Il napoletano non chiede l'elemosina, ve la suggerisce.
Distratta, indolente, prudente, la nostra borghesia ama i suoi figli viziati e ribelli.
Il moderno invecchia; il vecchio ritorna di moda.
L'unione fa la viltà.
Sono un carciofino sott'odio.
Un popolo buono a niente è capace di tutto.
Girava dappertutto chiedendo elemosine con un piattino di rame. Gli davano molto, ma lui voleva di più, perché il tempio doveva avere una campana i cui rintocchi riportassero a galla gli annegati. Supplicò tanto, che perse la voce. Le sue ossa cominciarono a riempirsi di rumori.
Fa un cattivo servigio al mendicante chi gli dà da bere e da mangiare.
Certi uomini di cattivo cuore credono di riconciliarsi con il cielo quando danno una elemosina.
L'elemosina deprava sia colui che dà, e sia colui che prende, e per di più non raggiunge lo scopo, perché non fa che rafforzare la mendicità.
Il vero accattone è l'unico solo e vero re.
Attraverso l'esercizio della solitudine si coltiva la dignità: trovo estremamente più dignitoso chiedere l'elemosina che fare le scarpe al proprio collega in ufficio.
Sudi la tua elemosina nelle tue mani fintantoché saprai a chi dai.
I poveri amano l'elemosina dei ragazzi perché non li umilia, e perché i ragazzi che han bisogno di tutti, somigliano a loro... L'elemosina d'un uomo è un atto di carità: ma quella d'un fanciullo è insieme una carità e una carezza.
Diffido dell'elemosina che non costa e che non duole.