L'elemosina avvilisce tanto chi la riceve quanto chi la fa.- Anatole France
L'elemosina avvilisce tanto chi la riceve quanto chi la fa.
Preferisco gli errori dell'entusiasmo all'indifferenza del discernimento.
L'impotenza di Dio è infinita.
La passione, è l'ascetismo profano, duro quanto l'ascetismo religioso.
La sventura è la nostra più grande maestra e la nostra migliore amica. È lei che c'insegna il senso della vita.
L'opinione degli altri non vale il sacrificio di uno solo dei nostri desideri.
Come può una persona fare l'elemosina a un povero uomo con un cuore pulito quando crede, e ha interesse a credere, che ci sia un Dio che tiene il punteggio in cielo, che guarda verso il basso e annuisce in segno di approvazione?
Attraverso l'esercizio della solitudine si coltiva la dignità: trovo estremamente più dignitoso chiedere l'elemosina che fare le scarpe al proprio collega in ufficio.
Chi fa l'elemosina ha sempre l'aria di vergognarsi più di chi la riceve.
Il lavoro è amore reso visibile. Se non potete lavorare con amore ma solo con disgusto, meglio allora che l'abbandoniate andandovi a sedere al cancello del tempio per ricevere l'elemosina da chi lavora con gioia.
In materia d'elemosina, bisogna chiudere la bocca e aprire il cuore.
Perché i mendicanti vivono ancora. Se tutte le elemosine venissero date solo per compassione, i mendicanti sarebbero tutti quanti morti di fame.
L'elemosina non basta, ci vuole l'amore.
Quel povero mutilato era troppo distratto. Chiedeva l'elemosina tendendo la mano che gli mancava.
Girava dappertutto chiedendo elemosine con un piattino di rame. Gli davano molto, ma lui voleva di più, perché il tempio doveva avere una campana i cui rintocchi riportassero a galla gli annegati. Supplicò tanto, che perse la voce. Le sue ossa cominciarono a riempirsi di rumori.
Diffido dell'elemosina che non costa e che non duole.