Chi dona ai poveri, presta a Dio.- Victor Hugo
Chi dona ai poveri, presta a Dio.
L'ignoranza è una fantasticheria e la fantasticheria curiosa è una forza.
Sapere, a volte sconcerta e spesso sconsiglia.
I poeti hanno dentro di sé un riflettore, l'osservazione; e un condensatore, la commozione. Di qui derivano quei grandi fasci luminosi che escono dal loro cervello e fiammeggiano sulla tenebrosa muraglia umana.
Siate come l'uccello posato per un attimo su rami troppo fragili, che sente la fronda piegarsi e canta, tuttavia, sapendo di avere le ali.
Ho un padrone: è il dovere; ho un giudice: sono io.
La bellezza di un dono diminuisce, quando colui che lo fa non gli attribuisce importanza.
È da tutti ed è facile adirarsi, e donare denaro e far spese: ma farlo con chi si deve, nella misura giusta, al momento opportuno, con lo scopo e nel modo convenienti, non è più da tutti né facile. Ed è per questo che il farlo bene è cosa rara, degna di lode e bella.
Spesso un piccolo dono produce grandi effetti.
Bisogna essere poveri per apprezzare la gioia di donare.
Ciò che non si può vendere si deve donare.
Gli uomini disapprendono l'arte del dono. C'è qualcosa di assurdo e di incredibile nella violazione del principio di scambio; spesso anche i bambini squadrano diffidenti il donatore, come se il regalo non fosse che un trucco per vendere loro spazzole o sapone.
Non esiste un uomo tanto povero da non poter donare qualcosa agli altri.
La decadenza del dono si esprime nella penosa invenzione degli articoli da regalo, che presuppongono già che non si sappia che cosa regalare, perché, in realtà, non si ha nessuna voglia di farlo.
Il pericolo di colui che sempre dona è di perdere il pudore; chi sempre distribuisce, la sua mano e il suo cuore si incalliscono a forza di donare.