Gli scrittori sono come i denti, si dividono in incisivi e molari.- Walter Bagehot
Gli scrittori sono come i denti, si dividono in incisivi e molari.
È bene non avere vizi e male non avere tentazioni.
La povertà è una cosa anormale per i ricchi. È difficile capire perché la gente che vuole la cena non suona il campanello.
Ciò che mi colpisce non è la mente, ma il risultato al quale perviene.
Niente è più spiacevole di una persona virtuosa con una mente meschina.
Uno scrittore impegnato non è come uno scrittore solenne.
Una delle possibili definizioni giuste di scrittore, per me sarebbe addirittura la seguente: un uomo a cui sta a cuore tutto quanto accade, fuorché la letteratura.
Lo scrittore è un uomo che più di chiunque altro ha difficoltà a scrivere.
Ogni sguardo dello scrittore diventa visione, e viceversa: ogni visione diventa uno sguardo.
Si dovrebbe considerare uno scrittore come un malfattore, che solo in rarissimi casi merita l'assoluzione o la grazia: questo sarebbe un rimedio contro il dilagare dei libri.
A una certa età gli scrittori si trasformano in tante Vecchie Mamme Hubbard, le scrittrici in tante Giovanne d'Arco senza battaglie.
Tentiamo una definizione: lo scrittore è colui che è sommamente, eroicamente incompetente di letteratura.
Il compito dello scrittore non è di esaltare il poco di bello che c'è: è di cercare il male, il brutto, e poi di denunciarlo. Il compito dell'uomo non è accontentarsi: è ribellarsi. Solo attraverso la ribellione si può cercare la verità.
Lo scrittore deve insegnare a se stesso che la cosa più vile è aver paura.
Un buon scrittore non precisa mai.