Il passato non muore mai. Non è nemmeno passato.- William Faulkner
Il passato non muore mai. Non è nemmeno passato.
La fine della saggezza è sognare cose così elevate da perdere il sogno nella ricerca di esse.
La gente ha bisogno delle difficoltà - un po' di frustrazione per affinare lo spirito, rafforzarlo. Gli artisti lo fanno; non voglio dire che hai bisogno di andare a vivere in una topaia o in un solaio, ma devi imparare ad essere forte, resistente. Solo i vegetali sono sempre felici.
Il tempo non è poi questo gran male, dopotutto. Basta usarlo bene, e si può tirare qualsiasi cosa, come un elastico, finché da una parte o dall'altra si spacca, e eccoti lì, con tutta la tragedia e la disperazione ridotta a due nodini fra pollice e indice delle due mani.
Degli uomini cattivi puoi fidarti. Quelli almeno non cambiano.
Qualche volta il coraggio si presenta soltanto nel momento in cui non si vede altra via d'uscita.
Che cos'amo nel passato? La sua tristezza, il suo silenzio e soprattutto la sua fissità. Quello che si muove mi infastidisce.
Il passato è come certi torturati. Duro a morire.
Perché dovremmo guardare al passato per prepararci al futuro? Perché non c'è nessun altro posto in cui cercare.
Un uomo non può liberarsi dal passato più facilmente di quanto possa farlo dal suo corpo.
Il passato è un paese straniero; fanno le cose in modo diverso lì.
L'avvenire ci tormenta, il passato ci trattiene, il presente ci sfugge.
Gli storici falsificano il passato, gli ideologi il futuro.
Gli uomini trascorrono la prima metà della loro esistenza sognando il futuro e la seconda rimpiangendo il passato.
L'unico tempo certo è quello passato.
Il passato è stato messo in una teca, sigillato, perché non nuoccia. Lo si può venerare, ma lo si teme. E comunque non deve essere imitato. Gli antichi, invece, in ogni momento hanno sempre guardato indietro. Da lì traevano ispirazione. Cancellavano per ricreare.