La coscienza ci rende tutti codardi.- William Shakespeare
La coscienza ci rende tutti codardi.
È davvero un buon padre quello che conosce suo figlio.
C'è una marea nelle cose degli uomini che, colta al flusso, mena alla fortuna; negletta, tutto il viaggio della vita s'incaglia su fondali di miserie.
La malinconia dagli oscuri occhi, triste compagna.
Notte è ogni giorno finché io veda te, la notte è luce se in sogno ti svela.
La vera grandezza non è nell'aspettare grandi cause per muoversi, ma nel trovare degno motivo di contesa in un fuscello quando è in gioco l´onore.
Nella debolezza fisica risiede quasi sempre la causa della vigliaccheria personale.
Ti ho già detto che il peggiore dei difetti è la viltà.
Che abiezione, che schifo, che senso di vomito sentirci crescere dentro quella stessa viltà e quell'impotenza che abbiamo disprezzato negli altri.
Molti vogliono e condursi teco vilmente, e che tu ad un tempo, sotto pena del loro odio, da un lato sii tanto accorto, che tu non dia impedimento alla loro viltà, dall'altro non li conoschi per vili.
Quella rabbia che ti prende quando sei di fronte alla debolezza, alla vigliaccheria di qualcuno e riconosci, o hai paura di riconoscere, la tua debolezza, la tua vigliaccheria.
Peccare di silenzio, quando bisognerebbe protestare, fa di un uomo un codardo.
Anche i codardi trovano per difendersi il coraggio della disperazione.
Dichiarare la propria viltà può essere un atto di coraggio.
Se il codardo corresse contro i nemici con la rapidità che li fugge, li spaventerebbe.
Ogni possibile viltà diventa una meravigliosa speranza se uno sa riconoscerla. Ecco quel che penso. Non bisogna mai fare i difficili sul modo di evitarsi uno sbudellamento, né perder tempo a cercare le ragioni della persecuzione di cui sei oggetto. Sfuggirvi è quel che basta al saggio.