filosofo italiano
Ciò che simboleggia meglio la vanità di tutte le cose, fama letteraria compresa, è il fiore di zucca: dura appena lo spazio di un giorno, poi appassisce e muore.
Alle solenni impalcature dei sistemi filosofici io preferisco la frase breve e concisa. Quel poco che riusciamo a scorgere nella nebbia che avvolge la nostra esistenza può essere contenuto in un aforisma. Il resto è lttérature.
L'uomo è una specie di stecca nel grande concerto della natura.
La vita è un arco voltaico tra la culla e la morte.
La vita è una tragedia che viene recitata come una commedia.
La vita, comunque e dovunque la si viva, è un affare che non copre le spese. Per tutti.
O si crede o si pensa, non c'è altra via. Quelli che credono fanno bene ad andare in chiesa, ma quelli che pensano non possono accontentarsi di prediche e di verità preconfezionate.
Per una mente filosofica l'uccellino che pigola nel nido perché ha fame è più eloquente dei libri di un Hegel o di un Heidegger.
Perché poi l'uomo senta il bisogno di arrampicarsi sulle rocce a picco, come e più degli stambecchi, lo sa il cielo. Forse è un modo come un altro per sfuggire a se stessi. O per sfuggire agli altri?
Quel poco che riusciamo a scorgere nella nebbia che avvolge la nostra esistenza può essere contenuto in un aforisma. Il resto è lttérature.
Togliere le catene agli schiavi è facile, ma liberarli è difficile.
Tutti vogliono cambiare la società e nessuno si accorge di non essere neppure in grado di cambiare se stesso.
È pura cecità considerare l'uomo qualche cosa di completamente avulso dal resto del regno animale. L'antropocentrismo lasciamolo alle sacrestie.
Un libro dev'essere un cordiale. Se non vi tonifica, gettatelo via.
La dittatura serve a far tacere la gente, la democrazia a farla litigare.
Pensare è difficile, però si può benissimo parlare e scrivere senza pensare.
Con la sua onnipotenza Dio ha deciso non solo di non esistere, ma anche di non essere mai esistito.