giornalista, saggista e scrittore italiano
Forse uno dei guai dell'Italia è proprio questo, di avere per capitale una città sproporzionata per nome e per storia, alla modestia di un Popolo che quando grida "forza Roma" allude solo ad una squadra di calcio.
Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente.
Gli uomini non sanno apprezzare e misurare che la fortuna degli altri. La propria, mai.
La vita è come il pane: col trascorrere del tempo diventa più dura, ma quanto meno ne resta tanto più la si apprezza.
Sangue non ce ne sarà: l'Italia è allergica al dramma, e per essa nessuno è più disposto ad uccidere e tanto meno a morire.
Non ho paura della morte, ma di morire.
Ho smesso di credere all'utilità di una Storia scritta al di fuori di tutti i circuiti della politica e della cultura tradizionali. Anzi, ad essere sincero sino in fondo, ho smesso di credere all'Italia.
Da quando ho cominciato a pensare, ho pensato che sarei stato un giornalista.
I princìpi restano e le idee invece cambiano con gli uomini cui vengono date in appalto.
Chi di voi vorrà fare il giornalista, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore.
I borghesi italiani Non vogliono le regole, detestano le leggi, vogliono avere le mani libere per fare quello che gli pare, in nome della loro cosiddetta «efficienza».
In Italia a fare la dittatura non è tanto il dittatore quanto la paura degli italiani e una certa smania di avere, perché è più comodo, un padrone da servire.
In Italia il giornalista non si sente espressione dell'opinione pubblica ma portavoce della sua fazione. Attacca in nome della confraternita di cui fa parte ma non dirà mai una parola contro la sua confraternita.
In Italia si può cambiare soltanto la costituzione. Il resto rimane com'è.
La corruzione comincia con un piatto di pasta.
La virtù femminile è un'invenzione dell'uomo.
Nessuno contesta il diritto di ognuno a disporre della sua vita, non vedo perché gli si debba contestare il diritto a scegliere la propria morte.
Le mie idee sono sempre al vaglio dell'esperienza e l'esperienza mi impone di rivederle continuamente.
Uno scrittore vero [...] non cerca in un altro scrittore che se stesso.
Per un magistrato italiano, la Legge con la Giustizia non ha nulla a che fare.