Il contrario di un popolo civilizzato è un popolo creatore.- Albert Camus
Il contrario di un popolo civilizzato è un popolo creatore.
Un capo, una persona, significano un padrone e milioni di schiavi.
Tutto ciò che esalta la vita ne accresce, nello stesso tempo, l'assurdità.
Il mondo è bello, e fuori di esso non c'è salvezza.
Ciò che l'uomo sopporta più difficilmente è di essere giudicato. Di qui l'attaccamento alla madre o all'amante accecata, di qui anche l'amore per le bestie.
Uccidersi, in un certo senso è come nel melodramma, è confessare: confessare che si è superati dalla vita o che non la si è compresa.
Che cosa non si è fatto davanti ai nostri occhi, o anche non proprio davanti ai nostri occhi, in nome del "popolo", che non si sarebbe potuto fare in nome di Dio o dell'umanità o del diritto!
Quelli che cercano di guidare il popolo possono farlo soltanto seguendo la plebe.
Il popolo non deve farsi annientare né crivellare, ma non può nemmeno umiliarsi.
Appellarsi invece al popolo significa costruire un figmento: siccome il popolo in quanto tale non esiste, il populista è colui che si crea una immagine virtuale della volontà popolare.
Come il popolo è l'asino: utile, paziente e bastonato.
Il popolo capisce poco ciò che è grande, cioè: la creazione. Ma esso ha comprensione per tutti gli attori e i commedianti delle grandi cause.
Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione.
Il popolo è fatto di molti vuoti zeri, cui volentieri s'aggiunge chi si sente una cifra.
La sovranità del popolo è inalienabile.
Il destino dei popoli è determinato dal loro carattere e non dai loro governi.