Essere privi di speranza non significa disperare.- Albert Camus
Essere privi di speranza non significa disperare.
Ciò che si chiama ragione di vivere è allo stesso tempo un'eccellente ragione di morire.
Non è la ribellione stessa che è nobile, ma quello che esige.
La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza.
Per lottare contro l'astratto, bisogna un po' somigliargli.
Come vivere senza qualche buona ragione di disperare!
Nei miei personaggi non c'è un reale pentimento ma c'è la desolazione, la disperazione in certi casi, e comunque un rimanere attonito di fronte alla manifestazione dei propri difetti.
L'uomo vuole sempre sperare. Anche quando è convinto di essere disperato.
Nessuno ha il diritto di mettersi a sedere e sentirsi disperato. C'è troppo lavoro da fare.
La costanza e la fedeltà non meritano che disperazione e abbandono.
L'angoscia è la disposizione fondamentale che ci mette di fronte al nulla.
Offuscate tutte le stelle, perché non le vuole più nessuno.Buttate via la luna, tirate giù il sole, svuotate gli oceani e abbattete gli alberi, perché da questo momento niente servirà più a niente.
Ché non c'è mai disperazione senza un po' di speranza.
Roma è cambiata tanto. È sempre più cattiva, è sempre più aggressiva. Le persone sono disperate. La città è imbruttita, degradata.
Essere rifiutati o respinti può essere estremamente doloroso ma non venire corteggiati o non avere il coraggio di corteggiare causa un'infelicità che con il passare del tempo porta alla disperazione.
Tutto era diventato nuovamente completamente realistico, e cioè completamente senza speranza.