Il fascismo dei vincitori è niente in confronto al fascismo dei vinti.- Aldo Busi
Il fascismo dei vincitori è niente in confronto al fascismo dei vinti.
Non c'è laicità possibile, per esempio, se tanto per cominciare non si conviene subito che Satana è un'invenzione della chiesa per distrarre l'attenzione da se stessi. Chi grida "Al lupo! Al lupo!" di mestiere che altro mestiere può fare se non il lupo?
Il padre è sempre altrove: deputato a difendere la famiglia, di fatto è sempre fuori della familgia a progettare la società o difendere la patria, cioè se stesso, la sua radice vitale.
Per far sì che sia come la prima volta, non incontratevi una seconda.
Un dettaglio è un mondo spesso senza confini.
Diventiamo buoni sempre un tantino troppo tardi. Anche perché nessuno, grazie al cielo, potrebbe metterci alla prova.
La mia vittoria all'Olimpiade di Londra '48: Misi la testa fuori, vidi il punteggio e, per la seconda volta nella storia, un uomo camminò sull'acqua.
Le vittorie vere e durature sono quelle della pace e non della guerra.
Non combattere una battaglia se non otterrai nulla dalla vittoria.
L'animo preferisce la vittoria alla pace.
Lascia che il mio nome sia tra quelli che sono disposti a sopportare il ridicolo e i rimproveri per amore della verità, e così conquistare il diritto di gioire quando la vittoria viene ottenuta.
Un esercito vittorioso prima vince, poi dà battaglia; un esercito destinato alla sconfitta prima dà battaglia, poi spera di vincere.
Vincere a Sanremo è molto utile. Per due settimane hai una buona risposta se qualcuno chiede: Novità?
La pazienza è la strada più difficile sulla quale rimanere, ma è il cammino più sicuro per la vittoria.
A volte nel perdere una battaglia trovi un nuovo modo di vincere la guerra.
La vittoria alimenta inimicizia, perché chi è vinto giace dolente. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice.