È solo il combattimento che ci compiace, non la vittoria.- Blaise Pascal
È solo il combattimento che ci compiace, non la vittoria.
Il male principale dell'uomo è l'inquieta curiosità delle cose che non può conoscere, e per lui è peggio trovarsi in questa inutile curiosità che nell'errore.
Prendersi gioco della filosofia è fare davvero filosofia.
La natura possiede delle perfezioni per mostrare che essa è l'immagine di Dio; e dei difetti, per mostrare che ne è solo l'immagine.
Un medesimo significato cambia secondo le parole che lo esprimono. I significati ricevono dalle parole la loro dignità, invece di conferirla ad esse. Bisogna cercare degli esempi.
Di solito, ci si convince meglio con le ragioni trovate da sé stessi che non con quelle venute in mente ad altri.
Accettate le sfide se volete provare l'euforia e il gusto della vittoria.
È un gioco il nostro, un gioco. È importante non prendere troppo sul serio la partita, perché così si rischia di perderla. Dobbiamo mantenerci flessibili, ma naturalmente è importante che si giochi tutti allo stesso gioco.
Quando stacchi tutti e arrivi da solo, la vittoria ha il sapore del trionfo.
Le vittorie vere e durature sono quelle della pace e non della guerra.
Vinco perché non mollo mai, ma guai pensare che l'arte sia una gara.
La stitichezza ha questo di bello: ci dà il senso della lotta e il piacere, poi, della vittoria.
Un esercito vittorioso prima vince, poi dà battaglia; un esercito destinato alla sconfitta prima dà battaglia, poi spera di vincere.
La sconfitta ha qualcosa di positivo: non è definitiva. In cambio, la vittoria ha qualcosa di negativo: non è mai definitiva.
Il momento della vittoria è troppo breve per vivere solo di quello e niente altro.
Il valore delle operazioni militari risiede nella vittoria, non nel temporeggiare.