Ognuno si fa degli altri la conoscenza che vuole e, spesso, che può.- Aldo Busi
Ognuno si fa degli altri la conoscenza che vuole e, spesso, che può.
Un individuo individuale, l'artista in sé, è un essere senza protesi, senza stampelle, senza certezze, senza credi neppure sulla sua stessa identità.
Ogni volta che viaggio, viaggio parecchio all'indietro.
L'uomo politico ideale deve avere tutte quelle qualità per cui, se le avesse davvero e tutti fossero convinti di questo, non troverebbe nemmeno un paralitico portato a braccio disposto a dargli un voto.
Le vere personalità sono quelle inventate: non c'è grandezza dove non c'è autoviolenza.
Uno scrittore vero non prende appunti per strada o al caffè perché significherebbe che sta rubando tempo alla scrittura interna che non deve cessare mai - e che va celata sempre.
Il pubblico ha un'insaziabile curiosità di conoscere ogni cosa eccetto quelle che meritano di essere conosciute.
Risalta meravigliosamente bene dai lavori mirabili ai quali Keplero ha consacrato la sua vita, che la conoscenza non può derivare dall'esperienza sola, ma che occorre il paragone fra ciò che lo spirito umano ha concepito e ciò che ha osservato.
"Conosci te stesso" è un ottimo precetto, ma sta soltanto a Dio il metterlo in pratica: chi altri se non Lui può conoscere la propria essenza?
Per conoscere la strada che hai di fronte, chiedi a chi è sulla via del ritorno.
È dalle piccole cose che conosciamo noi stessi.
Il dramma del cornuto, è il dramma dell'uomo: la conoscenza.
Si può conoscere tutto, eccetto sé stessi.
Conoscersi significa errare e l'oracolo che ha detto "Conosci te stesso" ha proposto un compito più grave delle fatiche di Ercole e un enigma più oscuro di quello della Sfinge.
La conoscenza di Dio senza la conoscenza della propria miseria genera l'orgoglio. La conoscenza della propria miseria senza la conoscenza di Dio genera la disperazione.
Chiunque si pone come arbitro in materia di conoscenza, è destinato a naufragare nella risata degli dei.