Non si muore. Si cessa soltanto di vivere.- Alessandro Morandotti
Non si muore. Si cessa soltanto di vivere.
Idiota come un computer.
L'uomo felice non abbisogna di fede.
Il terrore della morte è dovuto all'incertezza di ciò che ci attende. La risposta è semplice e tranquillante: esattamente la medesima situazione di prima che fossimo.
Pare che il padreterno per compensare l'uomo dalle enormi deficienze fisiche nei confronti degli animali, lo abbia dotato della ragione. Omettendo però di fornirlo della combinazione per servirsene.
Forse siamo già risorti. Per punizione.
Siamo qui per aiutare i pazienti a vivere la più alta qualità di vita e, quando non è più possibile, per facilitare la più grande qualità di morte.
La morte è l'ignoranza della vita: quanti uomini morti si aggirano tra i viventi.
È impossibile sperimentare la propria morte oggettivamente e continuare a cantare una melodia.
La morte è senza mistero, come la vita. È una necessità: poiché è necessario vivere.
Pochi uomini desiderano veramente di morire; ma infiniti vorrebbero non esser mai nati.
I fatti sono cocciuti, la morte il più cocciuto dei fatti.
Io sono decisamente antimorte. Dio sembra essere sotto ogni profilo promorte. Non vedo come potremmo andare d'accordo sulla questione, lui e io.
Il sogno è un fenomeno misterioso, è l'unica via che ha l'uomo di incontrare le persone scomparse, parlare con loro, provare forti emozioni, fino a piangere con loro.
È l'inerte che prevale nell'universo e non ciò che vive. Morire è passare dalla parte del più forte.
In confronto alla morte, l'amore è una faticosa faccenda infantile, sebbene gli uomini credano più nell'amore che nella morte.