La scienza più necessaria è quella di non dimenticare ciò che si è appreso.- Antistene
La scienza più necessaria è quella di non dimenticare ciò che si è appreso.
Osserva i tuoi nemici, perché scopriranno per primi i tuoi punti deboli.
Come la ruggine consuma il ferro, così la invidia consuma gli invidiosi.
Un avaro non può mai essere virtuoso.
È proprio dei re agire bene e sentirsi dire male.
La scienza non può mai afferrare l'irrazionale, perciò essa non ha futuro dinanzi a sé in questo mondo.
Il metodo della scienza è razionale: è il migliore che abbiamo. Perciò è razionale accettare i suoi risultati, ma non nel senso di confidare ciecamente in essi: non sappiamo mai in anticipo dove potremmo essere piantati in asso.
Il prete conosce soltanto un unico grande pericolo: questo è la scienza, la sana nozione di causa ed effetto.
Io credo che tutti gli scienziati autentici abbiano considerato se stessi come Newton: sapevano che non sappiamo nulla, a anche che nel campo già coltivato della scienza tutto è incerto.
Viviamo si dice, l'era della Scienza. Purtroppo non è vero. Imperversa la cultura del linguaggio e la società civile si guarda bene dall'aprire le sue porte alla Logica e alla Scienza.
L'uomo di scienza non è niente altro che un misero filosofo.
Tutta la scienza non è altro che un raffinamento del pensiero comune.
La scienza non ha patria, perché la conoscenza è patrimonio dell'umanità, la fiaccola che illumina il mondo.
Un vero scienziato non crea caste. Sono gli scienziati falliti che, arrivati per vie traverse in qualche stanza dove si esercita il potere, non scientifico ma politico, lo usano a fini di nepotismo. Accade per esempio in strutture accademiche che di scientifico hanno poco o niente.
La scienza è fatta di errori, ma di errori che è bene commettere perché a poco a poco conducono alla verità.