Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione.- Antonio Gramsci
Ogni movimento rivoluzionario è romantico, per definizione.
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera.
Spesso chi vuole consolare, essere affettuoso ecc. è in realtà il più feroce dei tormentatori. Anche nell'"affetto" bisogna essere soprattutto "intelligenti".
Sono pessimista con l'intelligenza, ma ottimista per la volontà.
La religione è la più gigantesca utopia, cioè la più gigantesca "metafisica" apparsa nella storia.
L'ottimismo non è altro, molto spesso, che un modo di difendere la propria pigrizia, la propria irresponsabilità, la volontà di non far nulla.
Rivoluzionario è chi non accetta il dato naturale e storico e vuole cambiarlo.
Gli inferiori si ribellano per poter essere uguali e gli uguali per poter essere superiori. È questo lo stato d'animo da cui nascono le rivoluzioni.
La rivoluzione non è un qualcosa legato all'ideologia, né una moda di una particolare decade. È un processo perpetuo insito nello spirito umano.
La rivoluzione la intendo come una forza propulsiva, come il convergere di alcune situazioni storiche che determinano l'esplosione di tutte le valvole di sicurezza. La rivoluzione è un avvenimento che cambia il mondo.
Quelli che rendono impossibili le rivoluzioni pacifiche rendono le rivoluzioni violente inevitabili.
Sarà rivoluzionario colui che potrà rivoluzionare se stesso.
Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all'irata protesta del popolo contro l'oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell'ombra e nella miseria.
Non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare in interiore homine. Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha.
Le rivoluzioni nascono dalla cima. Sono causate da ciò che vi è di marcio alla cima.
Ogni rivoluzione evapora, lasciando dietro solo la melma di una nuova burocrazia.