Cercava la rivoluzione e trovò l'agiatezza.- Leo Longanesi
Cercava la rivoluzione e trovò l'agiatezza.
Una vita spesa a "far la spesa".
Il contrario di quel che penso mi seduce come un mondo favoloso.
I generali non sanno che le battaglia le vincono gli storici.
I ricordi sono come i sogni: si interpretano.
Sono un carciofino sott'odio.
Rivoluzionario è chi non accetta il dato naturale e storico e vuole cambiarlo.
Chi provoca o fa una rivoluzione, appena ha ottenuto il suo scopo, diventa un conservatore.
Il rivoluzionario crede nell'uomo, negli esseri umani. Chi non crede nell'essere umano, non è rivoluzionario.
Le rivoluzioni distruggono tutto in un istante e non ricostruiscono se non col lungo avvenire.
Per un vero rivoluzionario il pericolo più grave, fors'anche l'unico, è l'esagerazione rivoluzionaria.
Le grandi rivoluzioni d'ordine spirituale, che mutarono l'aspetto del mondo, si possono solo pensare e realizzare quali lotte titaniche di singole figure, non mai quali imprese di coalizione.
Non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare in interiore homine. Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha.
Colui che attende una rivoluzione sociale pura non la vedrà mai, egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la vera rivoluzione.
La rivoluzione consiste nell'amare un uomo che ancora non esiste.
Non potrà esserci nessuna rivoluzione di massa finché non vi sarà una rivoluzione personale, a livello individuale.