Il possesso disperde l'attrazione.- Arthur Schopenhauer
Il possesso disperde l'attrazione.
Vediamo come, quando si sente in pericolo, la religione si aggrappi alla morale, quella morale di cui vorrebbe farsi credere madre; ma non le è madre per nulla. La vera morale e la moralità non dipendono da alcuna religione, anche se ogni religione le sanziona e, con ciò, offre loro un sostegno.
Pretendere che anche uno spirito grande uno Shakespeare, un Goethe faccia entrare nella propria convinzione, i dogmi di una qualche religione, è come pretendere che un gigante calzi la scarpa di un nano.
Il desiderio sessuale, soprattutto quando si concentra nell'innamoramento fissandosi su di una donna determinata, è la quintessenza dell'imbroglio di questo nobile mondo; perché promette così indicibilmente, infinitamente e straordinariamente molto, e mantiene, poi, cosi miserabilmente poco.
Lo sguardo più generale basta a mostrarci il dolore e la noia come i due nemici della felicità umana.
Se vuoi godere di ciò che vali, devi prima dar valore al mondo in cui vivi!
Chi può possedere in ispirito il mondo non si cura di possedere materialmente una minima parte di esso.
Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.
Chi più possiede, più debbe temere di non perdere.
Non dobbiamo possedere nulla che procuri un grande guadagno a chi voglia sottrarcelo.
Di ciò che possediamo niente è necessario.
Ciò che possiedi di buono, ascrivilo agli dèi, non a te.
L'uomo, quanto più possiede, tanto meno si possiede.
Un uomo che non possiede che massime è come un ciclope il cui unico occhio è posto dietro al capo.
Colui che poco possiede è tanto meno posseduto.