Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.- Umberto Eco
Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.
L'umanità non sopporta il pensiero che il mondo sia nato per caso, per sbaglio, solo perché quattro atomi scriteriati si sono tamponati sull'autostrada bagnata. E allora occorre trovare un complotto cosmico, Dio, gli angeli o i diavoli.
Lo stupido è insidiosissimo. L'imbecille lo riconosci subito, mentre lo stupido ragiona quasi come te, salvo uno scarto infinitesimale.
I semplici pagano sempre per tutti, anche per coloro che parlano in loro favore.
È bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro.
Di ciò che possediamo niente è necessario.
Chi più possiede, più debbe temere di non perdere.
Non dobbiamo possedere nulla che procuri un grande guadagno a chi voglia sottrarcelo.
Ciò che possiedi di buono, ascrivilo agli dèi, non a te.
Un uomo che non possiede che massime è come un ciclope il cui unico occhio è posto dietro al capo.
Colui che poco possiede è tanto meno posseduto.
Il possesso disperde l'attrazione.
Chi può possedere in ispirito il mondo non si cura di possedere materialmente una minima parte di esso.
Quando l'appartenersi di una donna e di un uomo diventa possesso, allora si può essere perduti, perché si perde solo ciò che si possiede.