Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.- Umberto Eco
Quando entra in gioco il possesso delle cose terrene, è difficile che gli uomini ragionino secondo giustizia.
Ma l'esibizionista (tale il suo dramma) non ci consente di ignorare la sua vergogna.
Viene un momento in cui qualcosa si spezza dentro, e non si ha più né energia né volontà. Dicono che bisogna vivere, ma vivere è un problema che alla lunga conduce al suicidio.
La comicità è la percezione dell'opposto, del diverso; l'umorismo ne è il sentimento.
Il qualunquismo è una tara congeniale alla nostra cultura.
In fondo la gaffe nasce sempre da un atto di sincerità non mascherata; quando la sincerità è voluta non si ha gaffe ma sfida e provocazione.
Chi più possiede, più debbe temere di non perdere.
Il possesso disperde l'attrazione.
Di ciò che possediamo niente è necessario.
L'uomo, quanto più possiede, tanto meno si possiede.
Chi può possedere in ispirito il mondo non si cura di possedere materialmente una minima parte di esso.
Non dobbiamo possedere nulla che procuri un grande guadagno a chi voglia sottrarcelo.
Colui che poco possiede è tanto meno posseduto.
Quando l'appartenersi di una donna e di un uomo diventa possesso, allora si può essere perduti, perché si perde solo ciò che si possiede.
Un uomo che non possiede che massime è come un ciclope il cui unico occhio è posto dietro al capo.