Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi.- Benito Mussolini
Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi.
Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione.
Meglio il pianto di una sconfitta che la vergogna di non aver lottato.
Le parole in determinati momenti possono essere dei fatti.
Rinunziare alla lotta significa rinunciare alla vita.
La grande Roma deve essere quella d'un tempo: il centro della cultura mondiale, e il Vaticano sarà il ghetto del cattolicesimo.
Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.
La più nobile vendetta è il perdono.
Un consiglio valido per tutti: se avete dei nemici, se volete ferocemente vendicarvi di qualche pericoloso rivale, consigliategli una domenica pomeriggio a cavallo e la sua distruzione fisica e morale sarà definitiva.
Per debolezza si odia un nemico e si pensa a trarne vendetta; per pigrizia ci si calma e non ci si vendica affatto.
La vendetta è il duello dei poveri.
Sorgi, vendicatore, dalle mie ossa.
L'odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito.
L'astinenza si vendica sempre. Nell'uno produce pustole, nell'altro leggi sul sesso.
Il diritto è la vendetta che rinuncia.
Spesso il perdono non è che una forma di vendetta.