La guerra va incontro a tutte le esigenze, anche a quelle pacifiche.- Bertolt Brecht
La guerra va incontro a tutte le esigenze, anche a quelle pacifiche.
Prima viene lo stomaco, poi viene la morale.
Io credo nell'uomo, e questo vuol dire che credo alla sua ragione! Se non avessi questa fede, la mattina non mi sentirei la forza di levarmi dal letto.
La sfortuna generalmente è dovuta a un errore di calcolo.
Solo la violenza può servire dove regna la violenza.
Il comunismo è una cosa facile che è difficile realizzare.
Se per decidere se debba esserci o no la guerra, viene richiesto il consenso dei cittadini, allora la cosa più naturale è che, dovendo subire loro stessi tutte le calamità della guerra, rifletteranno molto prima di iniziare un gioco così brutto.
Quando scoppia una guerra, la gente dice: "Non durerà, è cosa troppo stupida". E non vi è dubbio che una guerra sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare.
La guerra non è che un duello su vasta scala.
La guerra in un primo momento è la speranza che a uno possa andar meglio, poi l'attesa che all'altro vada peggio, quindi la soddisfazione perché l'altro non sta per niente meglio e infine la sorpresa perché a tutti e due va peggio.
Le divise sono sempre pericolose, specialmente quando le si fa indossare a dei bambini, perché vuol dire che li si sta preparando ad una guerra.
Il dio della guerra odia coloro che esitano.
Un giorno anche la guerra si inchinerà al suono di una chitarra.
Spesso dalle più sanguinose guerre civili esce un sano e forte corpo di nazione, mentre da una pace mantenuta artificialmente nasce la putrefazione. Non si cambiano con guanti di pelle fina i destini dei popoli.
In guerra gli eventi importanti sono il risultato di cause banali.
Più che una fine della guerra, vogliamo la fine dei principi di tutte le guerre.