Quando non hai niente, non hai niente da perdere.- Bob Dylan
Quando non hai niente, non hai niente da perdere.
Non ho mai scritto una canzone politica. Le canzoni non possono cambiare il mondo, ormai ho smesso di pensarlo.
Penso a un eroe come a qualcuno che comprende la responsabilità che deriva dal proprio essere libero.
Penso che le cose veramente naturali siano i sogni, che la natura non può toccare con il decadimento.
Non criticare quello che non puoi capire.
Anche quando il cielo si è stancato di essere azzurro, non chiudere mai l'oblò della speranza.
Il suo sconforto aveva un'aria teatrale, come capita spesso quando lo sconforto è autentico.
Perseverare, confidando nella speranza che ha, è il coraggio dell'uomo. Il codardo dispera.
La nostra natura ci spinge a reggerci in piedi da soli, per quanto disperati possiamo essere.
Colui che dispera degli avvenimenti è un vile, ma colui che spera nella condizione umana è un pazzo.
Può anche succedere che una sera, a causa dello sguardo attento di qualcuno, si provi il bisogno di comunicargli, non la propria esperienza, ma semplicemente un po' di quei particolari disparati legati da un filo invisibile che minaccia di spezzarsi e che chiamiamo il corso di una vita.
Nessuno ha il diritto di mettersi a sedere e sentirsi disperato. C'è troppo lavoro da fare.
La disperazione è la fine degli sciocchi.
Il matrimonio è una cosa disperata.
Roma è cambiata tanto. È sempre più cattiva, è sempre più aggressiva. Le persone sono disperate. La città è imbruttita, degradata.
La disperazione stessa, per poco che duri, diventa una sorta d'asilo nel quale ci si può sedere e riposare.