Massimo segno della fine, è il principio.- Carlo Dossi
Massimo segno della fine, è il principio.
Il campo del verosimile è assai minore di quello del vero.
Filosofia, dammi se non il sorriso, l'indifferenza almeno del saggio. Menti, ma consolami.
Chi vuol riposare, lavori.
Della vita, metà è di desiderio, e metà d'insoddisfazione. La vita è una atroce burletta.
Tutti fuggono, perfino gli amici, da chi è colpito da una malattia contagiosa. Va dunque posta, fra le contagiose, anche la bolletta.
Non arriverai mai alla fine del viaggio, se ti fermi a lanciare un sasso a ogni cane che abbaia.
Il presente non costituisce mai il nostro fine. Passato e presente sono mezzi, solo l'avvenire è il nostro fine. Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e preparandoci sempre a essere felici è inevitabile che non lo siamo mai.
Il fine, che non può essere conseguito se non con mezzi cattivi, non può essere un fine buono.
Il fine giustifica i mezzi? È possibile. Ma chi giustificherà il fine? A questa domanda che il pensiero lascia in sospeso, la rivolta risponde: i mezzi.
C'è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.
A cattivo principio cattiva fine.
Un fine autentico può fare a meno di speranze e anche di ogni probabilità di essere raggiunto.
Da qualche parte esiste una fine. Solo che non si trova un cartello con scritto "Ecco, questa è la fine", come al gradino più alto di una scala non si trova scritto: "Attenzione, questo è l'ultimo gradino. Non fate un passo oltre."
La scuola è fatta per avere il diploma. E il diploma? Il diploma è fatto per avere il posto. E il posto? Il posto è fatto per guadagnare. E guadagnare? È fatto per mangiare. Non c'è che il mangiare che abbia fine a se stesso, sia cioè un ideale. Salvo in coloro, in cui ha per fine il bere.
Il fine può giustificare i mezzi purché ci sia qualcosa che giustifichi il fine.