Massimo segno della fine, è il principio.- Carlo Dossi
Massimo segno della fine, è il principio.
Chi l'arco non tende del proprio intelletto ad un unico scopo, nulla colpisce.
In Italia il far nulla appartiene alle occupazioni.
Non si diventa grandi uomini, se non si ha il coraggio d'ignorare un'infinità di cose inutili.
Il prurito dei vecchi, il chiacchierare.
Umanità vanitosa, che, non potendo della virtù, ti glorii del vizio!
Il lieto fine è la nostra fede nazionale.
A cattivo principio cattiva fine.
Il fine, che non può essere conseguito se non con mezzi cattivi, non può essere un fine buono.
Da qualche parte esiste una fine. Solo che non si trova un cartello con scritto "Ecco, questa è la fine", come al gradino più alto di una scala non si trova scritto: "Attenzione, questo è l'ultimo gradino. Non fate un passo oltre."
Il fine può giustificare i mezzi purché ci sia qualcosa che giustifichi il fine.
La scuola è fatta per avere il diploma. E il diploma? Il diploma è fatto per avere il posto. E il posto? Il posto è fatto per guadagnare. E guadagnare? È fatto per mangiare. Non c'è che il mangiare che abbia fine a se stesso, sia cioè un ideale. Salvo in coloro, in cui ha per fine il bere.
Un fine autentico può fare a meno di speranze e anche di ogni probabilità di essere raggiunto.
Il fine giustifica i mezzi? È possibile. Ma chi giustificherà il fine? A questa domanda che il pensiero lascia in sospeso, la rivolta risponde: i mezzi.
Il presente non costituisce mai il nostro fine. Passato e presente sono mezzi, solo l'avvenire è il nostro fine. Così non viviamo mai, ma speriamo di vivere, e preparandoci sempre a essere felici è inevitabile che non lo siamo mai.