Il lieto fine è la nostra fede nazionale.- Mary McCarthy
Il lieto fine è la nostra fede nazionale.
L'anarchia non è per i deboli.
Il domicilio del proprio io, come quello dell'anima, non lo si può trovare in un libro.
Caratteristica dello storico è la nonchalance con cui ti prende un individuo e te lo deposita in una tendenza, come una casa trascinata qua e là da un tornado.
Nella violenza ci dimentichiamo chi siamo.
Massimo segno della fine, è il principio.
Il fine, che non può essere conseguito se non con mezzi cattivi, non può essere un fine buono.
Il fine può giustificare i mezzi purché ci sia qualcosa che giustifichi il fine.
A cattivo principio cattiva fine.
Non arriverai mai alla fine del viaggio, se ti fermi a lanciare un sasso a ogni cane che abbaia.
La percezione della fine è dentro ciascuno di noi, è uno stigma della specie, un marchio della sua caducità.
Da qualche parte esiste una fine. Solo che non si trova un cartello con scritto "Ecco, questa è la fine", come al gradino più alto di una scala non si trova scritto: "Attenzione, questo è l'ultimo gradino. Non fate un passo oltre."
La scuola è fatta per avere il diploma. E il diploma? Il diploma è fatto per avere il posto. E il posto? Il posto è fatto per guadagnare. E guadagnare? È fatto per mangiare. Non c'è che il mangiare che abbia fine a se stesso, sia cioè un ideale. Salvo in coloro, in cui ha per fine il bere.
Più o meno, noi desideriamo veder la fine di tutto ciò che operiamo e facciamo; siamo impazienti di giungere al termine, e lieti di esservi giunti. Soltanto la fine totale, la fine di tutte le fini, noi ce l'auguriamo, di solito, il più tardi possibile.