A cattivo principio cattiva fine.- Tito Livio
A cattivo principio cattiva fine.
E non è solo il successo che insegna ‐ il successo è il maestro degli stolti ‐ ma anche la strategia razionale.
Non sappiamo sopportare né i nostri vizi né i loro rimedi.
La paura è sempre inclinata a veder le cose più brutte di quel che sono.
Tutti volevano che un re fosse scelto perché non avevano ancora gustato la dolcezza della libertà.
L'uso corregge le leggi.
Un fine autentico può fare a meno di speranze e anche di ogni probabilità di essere raggiunto.
Il fine, che non può essere conseguito se non con mezzi cattivi, non può essere un fine buono.
Il lieto fine è la nostra fede nazionale.
Noi sappiamo che la bontà dei fini non giustifica l'uso dei mezzi cattivi. Ma che dire delle situazioni così frequenti oggi, in cui mezzi buoni danno risultati finali che si rivelano cattivi?
Non arriverai mai alla fine del viaggio, se ti fermi a lanciare un sasso a ogni cane che abbaia.
Il fine può giustificare i mezzi purché ci sia qualcosa che giustifichi il fine.
C'è una fine per tutto e non è detto che sia sempre la morte.
La scuola è fatta per avere il diploma. E il diploma? Il diploma è fatto per avere il posto. E il posto? Il posto è fatto per guadagnare. E guadagnare? È fatto per mangiare. Non c'è che il mangiare che abbia fine a se stesso, sia cioè un ideale. Salvo in coloro, in cui ha per fine il bere.
Più o meno, noi desideriamo veder la fine di tutto ciò che operiamo e facciamo; siamo impazienti di giungere al termine, e lieti di esservi giunti. Soltanto la fine totale, la fine di tutte le fini, noi ce l'auguriamo, di solito, il più tardi possibile.
Massimo segno della fine, è il principio.