Speranza, sogno di chi veglia.- Carlo Dossi
Speranza, sogno di chi veglia.
Agli esami, i professori cercano più di far sapere allo scolare che loro sanno, che non di conoscere se lo scolare sappia.
Dicono che la filosofia è la medicina dell'anima. Ammettiamolo. Ma insieme, ammettendone anche le sue conseguenze, diremo che la filosofia come la medicina è per i malati e non per i sani. Come la medicina poi è un veleno e ogni veleno, se in breve quantità, giova, in grande uccide.
La menzogna non può esser contenuta se non in un vaso di verità. La stessa menzogna è un omaggio alla verità, perché tanto è migliore quanto più è verosimile.
Quanto piccolo l'uomo dinanzi l'universo, quanto grande lui che l'universo comprende!
Che è un matrimonio, in tutti i paesi del mondo, per quanto premeditato, se non un getto di dadi?
La speranza, al contrario di quanto si crede, equivale alla rassegnazione. E vivere non è rassegnarsi.
Chi vive sperando muore digiuno.
Solo per chi non ha più speranza ci è data la speranza.
Fede e Speranza fanno tutt'uno: non può sperare chi non crede in nulla, né si può credere se non sperando.
Oggi, la gente fatica a trovare ciò che è reale. Tutto è diventato così sintetico che un sacco di gente, tutto ciò che vuole è di aggrapparsi alla speranza.
La speranza è soltanto una parola.
Il verde è il colore della speranza, tranne che nel cerchio intorno agli occhi.
Non c'è speranza senza paura né paura senza speranza.
Speranza. Una credenza patologica nell'accadere dell'impossibile.
Se uno non spera non troverà l'insperabile, perché esso è difficile da trovare e impervio.