Speranza, sogno di chi veglia.- Carlo Dossi
Speranza, sogno di chi veglia.
Quanto piccolo l'uomo dinanzi l'universo, quanto grande lui che l'universo comprende!
Il mondo non può sostenersi senza ingiustizia.
Chi molto dice, pensa poco.
Filosofia, dammi se non il sorriso, l'indifferenza almeno del saggio. Menti, ma consolami.
Il cane è la bestia che io, dopo la donna, preferisco.
L'animo umano è sempre ingannato nelle sue speranze, e sempre ingannabile: sempre deluso dalla speranza medesima, e sempre capace di esserlo: aperto non solo, ma posseduto dalla speranza nell'atto stesso dell'ultima disperazione.
Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano verso le stelle.
La speranza è un rischio da correre. È addirittura il rischio dei rischi.
C'è una cosa più triste che perdere la vita, è la ragione di vivere, più triste che perdere i propri beni, è perdere la speranza.
Finché c'è morte c'è speranza.
Quello che pesa, in questa nostra condizione umana, sono le poche gioie di cui godiamo, o meglio sono le nostre speranze, poiché esse c'incatenano alla vita.
Se la giovinezza è la stagione della speranza, lo è spesso solo nel senso che i più anziani sono pieni di speranza per noi.
Non possiamo restare giovani se camminiamo con la nostra speranza ed essere vecchi se ci fermiamo con il nostro sconforto.
La speranza è una pennuta creatura che si posa nell'anima.
Speranza. Una credenza patologica nell'accadere dell'impossibile.