Tentazione dell'intelligenza: capire presto e accontentarsi.- Carlo Gragnani
Tentazione dell'intelligenza: capire presto e accontentarsi.
Vecchiaia: stanchezza che il riposo non elimina.
Il pessimista è uno che si è informato.
Mi scrive l'amica di Londra: "A giudicare da certi cimiteri ci sarebbe da pensare che noi trattiamo i nostri cari meglio da morti che da vivi.
Un ideale nella vita è indispensabile. Ci vuole una fede, uno scopo. Così si dice. È un modo di alludere all'orrore che si prova davanti al puro fatto di esistere.
Ho sempre preferito le porte d'uscita a quelle d'ingresso.
Io non solo uso tutto il cervello che possiedo, ma anche tutto quello che posso prendere a prestito.
Ci dovrebbe essere un bottone sulla televisione per aumentare il volume dell'intelligenza. C'è n'è uno dove c'è scritto 'luminosità' ma quello non funziona."
L'apprendere molte cose non insegna l'intelligenza.
Educare l'intelligenza è allargare l'orizzonte dei suoi desideri e dei suoi bisogni.
Non c'è luogo profondo che l'intelligenza non possa rendere superficiale.
Non è più misero uso della intelligenza che di spenderla tutta in mettere a nudo e schernire la stupidezza altrui.
Mi fa orrore quando una bella intelligenza è abbinata a una personalità ripugnante.
Dubitare di te stesso è il primo segno dell'intelligenza.
Tu sei nato ricco con diciotto miliardi di sane, belle, disponibili e in tutta probabilità sottoutilizzate cellule cerebrali che aspettano i tuoi desideri, le decisioni e il compasso direzionale per portarti avanti, verso l'alto verso il bene e verso Dio.
I tre quarti delle malattie delle persone intelligenti provengono dalla loro intelligenza.