Non c'è destino, ma soltanto dei limiti. La sorte peggiore è subirli. Bisogna invece rinunciare.- Cesare Pavese
Non c'è destino, ma soltanto dei limiti. La sorte peggiore è subirli. Bisogna invece rinunciare.
La fantasia umana è immensamente più povera della realtà.
Più il dolore è determinato e preciso, più l'istinto della vita si dibatte, e cade l'idea del suicidio.
La bontà che nasce dalla stanchezza di soffrire è un orrore peggio che la sofferenza.
L'origine di tutti i peccati è il senso d'inferiorità, detto altresì ambizione.
Finché ci sarà qualcuno odiato, sconosciuto, ignorato, nella vita ci sarà qualcosa da fare: avvicinare costui.
La mente mette i limiti, il cuore li spezza.
I limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo.
Ogni uomo prende i limiti del proprio campo visivo per i limiti del mondo.
Ci sono cose che spesso non possiamo fare e di solito sono le più importanti.
C'è un limite oltre cui nessuno riesce a restare sospeso nel vuoto senza farsi prendere dal panico.
L'unico modo per non far conoscere agli altri i propri limiti, è di non oltrepassarli mai.
Bisogna che ognuno conosca i propri limiti.
Quando ricevi il primo pugno in faccia e ti rendi conto di non essere di vetro, non ti senti vivo finché non ti spingi oltre il tuo limite.
Chi non conosce il suo limite tema il destino.