Non c'è destino, ma soltanto dei limiti. La sorte peggiore è subirli. Bisogna invece rinunciare.- Cesare Pavese
Non c'è destino, ma soltanto dei limiti. La sorte peggiore è subirli. Bisogna invece rinunciare.
Sostenere che i nostri successi ci sono impartiti dalla Provvidenza e non dall'astuzia, è un'astuzia di più per aumentare ai nostri occhi l'importanza di questi successi.
Si aspira ad avere un lavoro, per avere il diritto di riposarsi.
I lavativi hanno la pelle dura.
Nulla è volgare di per sé, ma siamo noi che facciamo la volgarità secondo che parliamo o pensiamo.
Per disprezzare il denaro bisogna appunto averne, e molto.
C'è un limite oltre cui nessuno riesce a restare sospeso nel vuoto senza farsi prendere dal panico.
Bisogna che ognuno conosca i propri limiti.
Cavilla sui tuoi limiti e senza dubbio ti apparterranno.
I limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo.
Abbiamo bisogno di vedere che i nostri limiti vengano trasgrediti e che ci sia vita che pascoli liberamente dovunque noi vaghiamo.
Chi non conosce il suo limite tema il destino.
L'unico modo per non far conoscere agli altri i propri limiti, è di non oltrepassarli mai.
Quando i limiti sono trascesi viene a mancare il riferimento all'esperienza possibile, così l'uomo cade nelle "inevitabili illusioni della ragione umana".
Quando ricevi il primo pugno in faccia e ti rendi conto di non essere di vetro, non ti senti vivo finché non ti spingi oltre il tuo limite.