Non c'è destino, ma soltanto dei limiti. La sorte peggiore è subirli. Bisogna invece rinunciare.- Cesare Pavese
Non c'è destino, ma soltanto dei limiti. La sorte peggiore è subirli. Bisogna invece rinunciare.
Perché è sconsigliabile di perdere la testa? Perché allora si è sinceri.
Aspettare è ancora un'occupazione. È non aspettare niente che è terribile.
Sono un popolo nemico, le donne, come il popolo tedesco.
La tolleranza delle idee nasce dalla illusione che la verità sia qualcosa di razionale, mentre appena si accetta il principio che qualunque idea si basa su una scelta iniziale, che la volontà è il primo organo della conoscenza, si diventa intransigenti.
L'uomo è come una bestia, che vorrebbe far niente.
C'è un limite oltre cui nessuno riesce a restare sospeso nel vuoto senza farsi prendere dal panico.
Abbiamo bisogno di vedere che i nostri limiti vengano trasgrediti e che ci sia vita che pascoli liberamente dovunque noi vaghiamo.
Chi non conosce il suo limite tema il destino.
La mente mette i limiti, il cuore li spezza.
Quando ricevi il primo pugno in faccia e ti rendi conto di non essere di vetro, non ti senti vivo finché non ti spingi oltre il tuo limite.
Chi scalza il muro, quello gli cade addosso.
I limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo.
Ci sono cose che spesso non possiamo fare e di solito sono le più importanti.
Bisogna che ognuno conosca i propri limiti.