Chi non conosce il suo limite tema il destino.- Aristotele
Chi non conosce il suo limite tema il destino.
Alcuni pensano che essere amici basti volerlo, come se per restare sani basti desiderare la salute.
Platone mi è caro, ma la verità mi è ancora più cara.
I momenti di disgrazia mostrano quelli che non sono i veri amici.
Colui che affronta, pur temendole, le cose che si deve, e che corrispondentemente ha ardire come e quando si deve, è coraggioso.
Chi non è in grado di entrare nella comunità o per la sua autosufficienza non ne sente il bisogno, non è parte dello Stato, e di conseguenza è o bestia o dio.
Quando i limiti sono trascesi viene a mancare il riferimento all'esperienza possibile, così l'uomo cade nelle "inevitabili illusioni della ragione umana".
L'unico modo per non far conoscere agli altri i propri limiti, è di non oltrepassarli mai.
Ogni uomo prende i limiti del proprio campo visivo per i limiti del mondo.
Bisogna che ognuno conosca i propri limiti.
Chi scalza il muro, quello gli cade addosso.
Quando ricevi il primo pugno in faccia e ti rendi conto di non essere di vetro, non ti senti vivo finché non ti spingi oltre il tuo limite.
I limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo.
Non c'è destino, ma soltanto dei limiti. La sorte peggiore è subirli. Bisogna invece rinunciare.
La mente mette i limiti, il cuore li spezza.