Si odiano gli altri perché si odia sé stessi.- Cesare Pavese
Si odiano gli altri perché si odia sé stessi.
Le donne erano stupide e smorfiose: l'infatuazione degli uomini le rendeva necessarie; bastava mettersi d'accordo e non cercarle più, per togliere a tutte la superbia.
Certo, avere una donna che ti aspetta, che dormirà con te, è come il tepore di qualcosa che dovrai dire, e ti scalda e t'accompagna e ti fa vivere.
Il matrimonio lo prendono più sul serio gli scapoli che non i coniugati.
Il dolore non è affatto un privilegio, un segno di nobiltà, un ricordo di Dio. Il dolore è una cosa bestiale e feroce, banale e gratuita, naturale come l'aria.
Quando ci lasciavamo non ci pareva di separarci, ma di andare ad attenderci altrove.
Poco importa che cosa odiamo, purché odiamo qualcosa.
L'odio appartiene ad attimi di impotenza.
Più forte dell'odio è l'amore. Più forte dell'amore è... Mike Tyson, per esempio.
L'odio è soltanto un difetto dell'immaginazione.
Se odiamo qualcuno, è perché nella sua effige odiamo qualcosa che è in noi. Quello che non è in noi non riesce ad eccitarci.
L'odio e la rabbia sono il più grande veleno della felicità d'uno spirito buono.
Credo che in ogni vero amore ci sia una tale misura di aggressione latente nascosta nel legame, che quando questo legame si spezza avviene quell'orribile fenomeno che chiamiamo odio. Nessun amore senza aggressione, ma anche nessun odio senza amore!
Quando l'amore diventa un comando, l'odio può diventare un piacere.
Sono nato non per partecipare all'odio ma per partecipare all'amore.