Si odiano gli altri perché si odia sé stessi.- Cesare Pavese
Si odiano gli altri perché si odia sé stessi.
L'amore è come la grazia di dio l'astuzia non serve.
Ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.
L'esperienza del pericolo rende vigliacchi ogni giorno di più.
Questo è l'ostacolo, la crosta da rompere: la solitudine dell'uomo, di noi e degli altri.
Siccome Dio poteva creare una libertà che non consentisse il male ne viene che il male l'ha voluto lui. Ma il male lo offende. È quindi un banale caso di masochismo.
Negli scacchi c'è tutto: amore, odio, desiderio di sopraffazione, la violenza dell'intelligenza che è la più tagliente, l'annientamento dell'avversario senza proibizioni. Poterlo finire quando è già caduto, senza pietà, qualcosa di molto simile a quello che nella morale si chiama omicidio.
Si odia chi si teme.
L'odio può essere sconfitto soltanto con l'amore.
Quando l'amore diventa un comando, l'odio può diventare un piacere.
L'odio appartiene ad attimi di impotenza.
Non ho mai odiato un uomo a tal punto da restituirgli i gioielli ricevuti in regalo.
L'odio è un liquore prezioso, un veleno più caro di quello dei Borgia; perché è fatto con il nostro sangue, la nostra salute, il nostro sonno e due terzi del nostro amore. Bisogna esserne avari.
Abbiamo religioni a sufficienza per farci odiare, ma non a sufficienza per farci amare l'un l'altro.
L'odio per l'odio esiste. L'arte per l'arte è nella natura, più che non si creda. Si odia. Bisogna pur far qualche cosa.
Finché si odia si ama ancora.