La tua modernità sta tutta nel senso dell'irrazionale.- Cesare Pavese
La tua modernità sta tutta nel senso dell'irrazionale.
Nella vita succede a tutti di incontrare una troia. A pochissimi di conoscere una donna amante e onesta. Su cento, novantanove sono troie.
Non si desidera di godere. Si desidera sperimentare la vanità di un piacere, per non esserne più ossessionati.
Il dolore non è affatto un privilegio, un segno di nobiltà, un ricordo di Dio. Il dolore è una cosa bestiale e feroce, banale e gratuita, naturale come l'aria.
La religione consiste nel credere che tutto quello che ci accade è straordinariamente importante. Non potrà mai sparire dal mondo, proprio per questa ragione.
Lavorare stanca.
L'unica cosa che valga la pena di fare, oggi, è l'essere moderni.
Tutto ciò che è moderno viene, prima o poi, superato.
I moderni veri sono costretti a essere antimodernisti.
La modernità non sfugge alla tentazione di identificare il permesso con il possibile.
La modernità nasce su due paradigmi. La singolarizzazione, cioè l'individuo in sé e il funzionalismo.
Tutti quelli che esaltano il frastuono dei mass media, il sorriso imbecille della pubblicità, l'oblio della natura, l'indiscrezione innalzata al rango di virtù, li si deve chiamare: collaborazionisti della modernità.
Il programma della modernità si inceppa proprio in quella che è, sin dall'inizio, la sua idea portante: la capacità della ragione umana.
Quando il Moderno si presenta come "il nuovo" assoluto, in verità è già decrepito.
Moderno è l'uomo che pensa con il cervello proprio, non per ispirazione e autorizzazione di un'autorità religiosa o politica.
Il moderno invecchia. Il vecchio torna di moda.