Lavorare stanca.- Cesare Pavese
Lavorare stanca.
Non si desidera di godere. Si desidera sperimentare la vanità di un piacere, per non esserne più ossessionati.
Ogni critico è propriamente una donna nell'età critica, astioso e refoulé.
Tutto ciò che non bastiamo da soli a compiere, diminuisce la nostra libertà.
Bisogna andar cauti, quando si è ragazzi, nel fare progetti, poiché questi si avverano sempre nella maturità.
Il professionismo dell'entusiasmo è la più nauseante delle insincerità.
In qualunque mestiere, in qualunque professione è bene tenere conto di questo: chi lavora egoisticamente non arriva a niente. Chi lavora altruisticamente se lo ritrova, il lavoro fatto.
Il lavoro è umano solo se resta intelligente e libero.
Il lavoro non è un diritto.
Il lavoro è tenue, ma darà non tenue gloria.
È la fatica dell'uomo che nutre l'ozio alle donne.
L'autore loda il suo lavoro.
Niente è veramente lavoro a meno che non preferiate fare qualcos'altro.
Non è un piacere stare a osservare il lavoro umano quando questo è ancora fatica, maledizione e schiavitù.
Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo.