Lavorare stanca.- Cesare Pavese
Lavorare stanca.
Sorridere è vivere come un'onda o una foglia, accettando la sorte. È morire a una forma e rinascere a un'altra. È accettare, accettare, se stesse e il destino.
L'ignorante non si conosce mica dal lavoro che fa ma da come lo fa.
Ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione.
Ciò che distingue l'uomo dal bambino è il saper dominare una donna. Ciò che distingue la donna dalla bambina è il saper sfruttare un uomo.
La forza dell'indifferenza!
Il lavoro non è un diritto.
Una società fondata sul lavoro non sogna che il riposo.
Il lavoro è un diritto dell'uomo: se l'uomo è povero è addirittura un dovere.
Naturalmente il lavoro non può dare felicità se non ha successo. Ma se lo ha, riempie le giornate e dà un'immensa gioia.
Il lavoro non mi piace - non piace a nessuno - ma mi piace quello che c'è nel lavoro: la possibilità di trovare se stessi. La propria realtà - per se stesso, non per gli altri - ciò che nessun altro potrà mai conoscere.
Mi piace il lavoro, mi affascina. Potrei stare per ore seduto ad osservarlo...
Il lavoro è parte speciale di quelle condizioni indispensabili che una società veramente umana deve garantire perché ognuno possa non solo sopravvivere e vivere ma ancora di più realizzare se stesso secondo il disegno di Dio.
Si aspira ad avere un lavoro, per avere il diritto di riposarsi.
Un uomo non è un pigro, se è assorto nei propri pensieri; esistono un lavoro visibile ed uno invisibile.
Il lavoro è l'ultima risorsa dei coglioni.