Lavorare stanca.- Cesare Pavese
Lavorare stanca.
Il gesto - il gesto - non dev'essere una vendetta. Dev'essere una calma e stanca rinuncia, una chiusa di conti, un fatto privato e ritmico. L'ultima battuta.
Tutte le ragazze si somigliano, e bisogna vederle donne per giudicarle.
Tutto ciò che non bastiamo da soli a compiere, diminuisce la nostra libertà.
Tanto stupido che per trovare uno scopo alla sua vita, ha dovuto fare un figlio.
La vita non è forse più bella perché da un momento all'altro si può perderla?
Lavorare è meno noioso che divertirsi.
Non esistono surrogati del duro lavoro.
Nella società capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse.
Il lavoro è un diritto dell'uomo: se l'uomo è povero è addirittura un dovere.
Il lavoro si espande fino a riempire il tempo disponibile per il suo completamento. Un generico riconoscimento di questo fatto è manifesto nella frase proverbiale: "L'uomo più occupato è quello che ha tempo da perdere."
La costituzione sovietica garantisce a tutti un lavoro. Un'idea graziosa e inquietante, direi.
Non mi piace il lavoro anche se è qualcun altro a farlo.
Lo Stato si fonda sulla schiavitù del lavoro. Se il lavoro diventerà libero, lo Stato sarà perduto.
È evidente che più la società si fa tecnologica, più si riducono i posti di lavoro. E paradossalmente quello che è sempre stato il sogno più antico dell'uomo: la liberazione dal lavoro si sta trasformando in un incubo.
Nessun male sociale può superare la frustrazione e la disgregazione che la disoccupazione arreca alle collettività umane.