Lavorare stanca.- Cesare Pavese
Lavorare stanca.
Questo paese, dove sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto.
Il matrimonio lo prendono più sul serio gli scapoli che non i coniugati.
Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere.
La politica è l'arte del possibile. Tutta la vita è politica.
Chiodo scaccia chiodo, ma quattro chiodi fanno una croce.
Ogni lavoro comincia con travaglio.
Il lavoro non è un diritto.
Già per Locke, a fondare il diritto di proprietà può essere solo il lavoro, di cui risulta incapace un popolo dedito esclusivamente alla caccia.
Nella società capitalistica si produce tempo libero per una classe mediante la trasformazione in tempo di lavoro di tutto il tempo di vita delle masse.
Vogliamo scansare il lavoro. La persona del Cristo compì le conversioni più grandi quando era più stanco.
Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo.
Il lavoro è umano solo se resta intelligente e libero.
Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno.
Il lavoro è l'amore reso visibile.
La costituzione sovietica garantisce a tutti un lavoro. Un'idea graziosa e inquietante, direi.