Il denaro non fa la felicità figurati la miseria!- Confucio
Il denaro non fa la felicità figurati la miseria!
Si hanno due vite. La seconda comincia il giorno in cui ci si rende conto che non se ne ha che una.
Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza.
Il prodigo è arrogante, l'avaro è meschino. La meschinità è meglio dell'arroganza.
Non ti crucciare di non essere conosciuto; preoccupati piuttosto di rendertene degno.
Chi impara, ma non pensa, è perduto. Chi pensa, ma non impara, è in pericolo.
Il potere si conquista soltanto col soccorso delle masse e del denaro.
Il denaro abbellisce.
Il denaro ha una sua "intrinseca" voracità. Ad un certo punto, sviluppa l'insana tendenza a mangiare se stesso, per nutrirsi e moltiplicarsi più rapidamente.
Oggigiorno i giovani credono che il denaro sia tutto, e quando sono grandi ne hanno la certezza.
A chi manca il danaio, non solo mancano pietre, erbe e parole, ma l'aria, la terra, l'acqua, il fuoco e la vita istessa.
Se il denaro, secondo Augier, viene al mondo con una macchia di sangue sulla guancia, il capitale nasce grondante sangue e fango dalla testa ai piedi.
Naturalmente nella vita ci sono un mucchio di cose più importanti del denaro: ma costano un mucchio di soldi!
Si può ragionevolmente ritenere che chi pensa che il denaro possa tutto, sia egli stesso disposto a tutto per il denaro.
Denaro. Una benedizione che non ci è di alcun vantaggio se non quando ce ne separiamo. È una patente di cultura e un passaporto per il bel mondo.
Il modo più sicuro di perdere la propria indipendenza è spendere il denaro che non si possiede.