Solo il miscredente può misurare appieno la felicità della fede.- Elias Canetti
Solo il miscredente può misurare appieno la felicità della fede.
La speranza dell'aldilà colora sempre la vita del fedele, così che si ha ragione di parlare di una massa lenta, cui appartengono tutti insieme i seguaci di una fede.
La qualità catastrofica di Dio era la sua grandezza.
D'improvviso i risorti, in tutte le lingue, accusano Dio: il vero Giudizio Universale.
La grandezza dell'amore sta soprattutto nel fatto che in esso tutti i diritti sono sospesi.
Gli occhi molto belli sono insostenibili, bisogna guardarli sempre, ci si affoga dentro, ci si perde, non si sa più dove si è.
Fede e storia non si escludono, ma si integrano e si spiegano a vicenda.
Il contrario del fanatico religioso non è l'ateo fanatico, ma il cinico gentile a cui non importa se Dio c'è o no.
Noi ci limitiamo ad analizzare Gesù dal punto di vista storico, al pari di Alessandro Magno o Giulio Cesare, altre grandi figure che hanno cambiato il corso degli eventi: se davanti a questo la fede barcolla, povera fede.
Gesù si presenta come l'origine e il modello della fede.
Senza la fede, la vita è come il cielo notturno - un trilione di asterischi e nessuna spiegazione.
Il tesoro che ci viene procurato dalla fede è la completezza dell'uomo, preparata in Dio.
Ogni persona ha la sua fede, il suo modo di guardare alla vita. La maggior parte della gente rifiuta temi come questi. Per quanto mi riguarda l'importante e essere in pace con se stessi. Il modo per trovare questo equilibrio per me passa attraverso la fede in Dio.
Nella fede l'adesione non è causata dal pensiero, ma dalla volontà.
La fede che riposa su di un'autorità non è una fede.
La nostra fede è fede nella fede di qualcun altro, e questo è il caso soprattutto delle cose più importanti.