I cani abbaiano a quelli che non conoscono.- Eraclito
I cani abbaiano a quelli che non conoscono.
Se tutte le cose andassero in fumo, il naso le distinguerebbe.
L'infermità fa dolce la salute, il male il bene, la fame la sazietà, la fatica il riposo.
Vi è una sola sapienza, riconoscere l'intelligenza che governa tutte le cose attraverso tutte le cose.
A tutti gli uomini è dato conoscere sé stessi e diventare saggi.
Gli uomini in stato di veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna a un suo proprio mondo particolare.
Quel che Dio è per l'uomo, l'uomo lo è per il cane.
Non pensare di cacciare due lepri con un cane.
Questa cultura della difesa dei cani ad oltranza porta ad adorarli in un modo decisamente meno sano che nella cultura contadina.
All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo. Dentro il cane è troppo scuro per leggere.
I cani hanno una sorta di invadente disponibilità dell'anima che allevia le persone che cominciano a risecchirsi.
Il cane è la bestia che io, dopo la donna, preferisco.
Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione.
L'uomo guarì dal morso, fu il cane a morire.
Gli uomini sono come i cani: abbaiano ai mendichi e si gettano addosso ai più deboli. Si divora il ferito, come tra le bestie feroci.
Il cane fedele riceve una museruola decorativa.