Si sta in una guerra anche per vergogna di rimanerne fuori.- Erri De Luca
Si sta in una guerra anche per vergogna di rimanerne fuori.
Invincibile è chi si solleva da terra per battersi di nuovo e a oltranza.
Nelle imprese la grandezza sta nell'avere in mente tutt'altro.
Essere molto sfiorato: la somma di molte carezze è un'abrasione.
Non vi scoraggiate, ci sta sempre rimedio. E se no, quando muore quello che fa i fazzoletti, non ci possiamo più soffiare il naso?
La poesia, che non è un'arte di arrangiare fiori, ma urgenza di afferrarsi a un bordo nella tempesta.
Nei tempi antichi è stato scritto che è dolce e opportuno morire per la propria patria. Ma nella guerra moderna non c'è niente di dolce o di opportuno nella morte. Si muore come cani senza un valido motivo.
Spesso dalle più sanguinose guerre civili esce un sano e forte corpo di nazione, mentre da una pace mantenuta artificialmente nasce la putrefazione. Non si cambiano con guanti di pelle fina i destini dei popoli.
Le divise sono sempre pericolose, specialmente quando le si fa indossare a dei bambini, perché vuol dire che li si sta preparando ad una guerra.
Mai credere in una guerra corta e felice o che chiunque si imbarchi in uno strano viaggio possa prevedere le insidie e gli uragani che incontrerà.
Questo mondo quasi senza più guerre ma con una pace feroce, più tremenda di tutte le guerre del passato.
Una guerra non è vinta se il nemico sconfitto non è stato trasformato in un amico.
Le armi non si devono mai impugnare per vani disegni di grandezza né per l'avidità di conquiste.
Preparare la guerra è l'unico modo per mantenere la pace.
Vi sono due cose che un popolo democratico farà sempre con grande fatica: cominciare una guerra e finirla.
La storia ci dice che la guerra è il fenomeno che accompagna lo sviluppo dell'umanità. Forse è il destino tragico che pesa su l'uomo. La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna.