Scrivo, quindi sono.- Fausto Gianfranceschi
Scrivo, quindi sono.
L'uomo si adatta a tutto, anche ai propri simili.
La felicità? Basta non badarci per vivere meglio.
Ci sono silenzi ottusi e silenzi acuti.
In vecchiaia si pagano i debiti contratti in gioventù.
Perché le grandi domande sono sempre migliori delle risposte?
Una donna deve avere soldi e una stanza suoi propri se vuole scrivere romanzi.
Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col suo sangue. Scrivi col sangue: e allora imparerai che il sangue è spirito.
Scrivere non è una professione, ma una vocazione all'infelicità. Non credo che un artista possa mai essere felice.
Chi ha da dire qualcosa di nuovo e di importante ci tiene a farsi capire. Farà perciò tutto il possibile per scrivere in modo semplice e comprensibile. Niente è più facile dello scrivere difficile.
Scrivere è anche non parlare. È tacere. È urlare in silenzio.
Se è vero che bisogna possibilmente pensare come uno spirito grande, bisogna invece parlare la stessa lingua che parlano gli altri. Bisogna usare parole ordinane, ma dire cose fuori dell'ordinario.
Bisognerebbe scrivere ogni volta come si scrivesse per la prima e per l'ultima volta. Dire quanto sarebbe giusto per un congedo e dirlo così bene come per un debutto.
L'anima dell'uomo ha radici nello stomaco. Chiunque scrive molto meglio dopo una bistecca di manzo e una pinta di whiskey che non dopo una tavoletta di cioccolata da cinque cents. Il mito dell'artista morto di fame è una balla.
Chi scrive per il suo tempo, disperi di sopravvivergli.
La politica non è una cattiva professione. Se hai successo hai molte gratificazioni, se cadi in disgrazia puoi sempre scrivere un libro.