Non sempre il pubblico sbaglia, anche se sbaglia quasi sempre.- Francesco Burdin
Non sempre il pubblico sbaglia, anche se sbaglia quasi sempre.
La televisione ha concesso a una moltitudine di individui la grazia di reputarsi intelligenti, cosa che i libri non avevano ottenuto in trenta secoli di scrittura. Ha anche prodotto una massa di dementi, operazione che i libri non erano mai riusciti a compiere.
Con un po' di attenzione e di buona volontà si può sfuggire all'inconveniente di avere figli. Buona volontà e attenzione non bastano per sfuggire all'inconveniente di avere genitori.
Nell'adolescenza si fa gran conto del giudizio altrui. Rossore sulle guance dei figli davanti alle intemperanze in pubblico del padre o della madre.
Vi sono amicizie morganatiche. O forse tute le amicizie sono tali.
Verso la fine si avverte che alla vita umana manca quello che nella scrittura è il Post Scriptum. È questa imperfezione della vita che la rende insoddisfacente e inaffidabile.
Il pubblico non ha vergogna né gratitudine.
Il pubblico prima vuol capire, poi sentire.
Il pubblico rispetto al genio è un orologio che ritarda.
Il pubblico è una vecchia. Lasciatela borbottare.
Di rado il pubblico perdona due volte.
Anche se girassi un film su Cenerentola, il pubblico cercherebbe qualche cadavere nella carrozza.
Il pubblico è il più vigliacco dei vigliacchi, perché ha paura di se stesso.
Il pubblico non sa mai quello che vuole, ma solo ciò che non vuole.
Il pubblico è meravigliosamente tollerante. Perdona tutto fuorché il genio.