Non sempre il pubblico sbaglia, anche se sbaglia quasi sempre.- Francesco Burdin
Non sempre il pubblico sbaglia, anche se sbaglia quasi sempre.
Cessate le passioni, estinto l'impulso naturale, l'uomo (e la donna) prende cognizione della diversità dell'altro sesso: scopre l'esistenza di un genere umano differente, con il quale non ha nulla in comune se non abitudini derivanti dalla convivenza.
Nel vocabolario comune l'aggettivo "umano" equivale a "buono". Presunzione del primate chiamato uomo.
L'autoerotismo praticato da uomini sopra i cinquant'anni. Mogli imbruttite, scarsa capacità di tentare avventure, stimolazioni sessuali provenienti da un ambiente eccitante. Quello che un tempo era il problema dell'adolescenza divenuto il problema della maturità.
L'invecchiamento della popolazione arricchisce i dentisti e riempie i banchi delle chiese. Non porta altri benefici.
La riflessione è l'anima dell'aforisma. Ma anche la scrittura di aforismi è matrice di riflessioni.
Il pubblico non sa mai quello che vuole, ma solo ciò che non vuole.
Il miglior pubblico che io abbia mai avuto non faceva il minimo rumore alla fine del mio spettacolo.
Il pubblico è meravigliosamente tollerante. Perdona tutto fuorché il genio.
Il pubblico è il più vigliacco dei vigliacchi, perché ha paura di se stesso.
Anche se girassi un film su Cenerentola, il pubblico cercherebbe qualche cadavere nella carrozza.
Il pubblico non ha vergogna né gratitudine.
Il pubblico rispetto al genio è un orologio che ritarda.
Di rado il pubblico perdona due volte.
Il pubblico prima vuol capire, poi sentire.