Infinita è la schiera degli sciocchi.- Francesco Petrarca
Infinita è la schiera degli sciocchi.
L'oro, l'argento, i gioielli, la ricca veste, il palazzo di marmo, il bel podere, i dipinti, il destriero dall'elegante bardatura, e le altre cose del genere, recano con sé un godimento inerte e superficiale; i libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi.
Obbedire a natura in tutto è il meglio.
Solo al medico è conceduto dar morte agli uomini impunemente.
Cosa bella e mortal passa e non dura.
I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante.
Ci sono due tipi di sciocchi; gli uni dicono: "Questo è vecchio, quindi è buono", gli altri dicono: "Questo è nuovo, quindi è meglio".
Ricorda che sono molto diversi gli sciocchi agli occhi degli dèi e gli sciocchi agli occhi dell'uomo.
Basta quel minuto in cui gli sciocchi sono più sciocchi del solito, perché si credano intelligenti.
Destino del miope e dello sciocco: guardare ma non vedere.
Uno sciocco a quarant'anni è veramente uno sciocco.
Lo stare zitto è la saggezza dello sciocco.
La presunzione dello sciocco è la punizione che egli infligge a se stesso; perché senza questa presunzione, potrebbe essere consapevole della propria sciocchezza e perciò divenire nell'atto stesso, intelligente.
Lo sciocco crede d'esser saggio, ma il saggio sa anche troppo bene d'essere uno sciocco.
Il vero sciocco, colui che gli dèi deridono e distruggono, è colui che non conosce sé stesso.