Chi non sa mentire, crede che tutti dicano il vero.- Franz Kafka
Chi non sa mentire, crede che tutti dicano il vero.
La giovinezza eterna è impossibile: anche se non ci fossero altri ostacoli, la renderebbe impossibile l'osservazione di se stessi.
Esiste un punto d'arrivo, ma nessuna via; ciò che chiamiamo via non è che la nostra esitazione.
Solo la nostra concezione del tempo ci permette di parlare del Giorno del Giudizio chiamandolo con quel nome; in effetti è un tribunale sommario in seduta perpetua.
Una fede lieve e pesante come la mannaia di una ghigliottina.
Poesia è malattia.
Mentire è un difetto in un ragazzo, un'arte in un amante, una conquista in un scapolo, e una seconda natura in un uomo sposato.
Mentire con garbo è un'arte, dire la verità è agire secondo natura.
Esiste un candore nella menzogna che è il segno della buona fede in una qualche causa.
Signore, Signore, quanto siamo soggetti noi vecchi a questo vizio del mentire.
La verità è una; ma innumerevoli sono le menzogne che ne usurpano il nome, il volto, la voce, le vesti e l'andatura.
Non servitevi dunque di questo termine così nobile, ideale, quando per dire la stessa cosa abbiamo nella lingua di tutti i giorni un'espressione eccellente: menzogna.
Il mentitore dovrebbe tener presente che, per essere creduto, non bisogna dire che le menzogne necessarie.
La menzogna è pesante, chi ne abusa può trovarsela al piede come una palla di piombo.
La menzogna diventa verità e passa alla Storia.