A che scopo vuoi ancora attaccare? Siedi come uno che ha vinto!- Friedrich Nietzsche
A che scopo vuoi ancora attaccare? Siedi come uno che ha vinto!
Che cos'è la vanità dell'uomo più vanitoso in confronto a quella del più modesto, nel sentirsi, nella natura e nel mondo, «uomo»
L'autore ragionevole non scrive per nessun'altra posterità che per la propria, cioè per la propria vecchiaia, per potere anche allora provar diletto di sé.
È mia ambizione dire in dieci frasi quello che altri dicono in interi volumi.
Quanta verità può sopportare uno spirito, quanta verità può affrontare uno spirito? Questo è diventato per me sempre più la vera misura del valore.
A chi la castità riesce difficile, deve essere sconsigliata: affinché non diventi la strada verso l'inferno, cioè lordura e fregola dell'anima.
Le vittorie private precedono le vittorie pubbliche. Non potete invertire questo processo più di quanto non possiate mietere le messe prima di seminarle.
Non da ogni palma della vittoria nascono noci di cocco.
L'importante non è vincere ma partecipare. La cosa essenziale non è la vittoria ma la certezza di essersi battuti bene.
Se non smetti, e non imbrogli, e non corri a casa quando arrivano i guai, puoi solo vincere.
Tra chi vince in battaglia mille volte mille nemici e chi soltanto vince sé stesso, costui è il migliore dei vincitori di ogni battaglia.
Perché la paura di perdere è più forte del piacere di vincere?
I vinti hanno sempre torto, e i vincitori ragione.
Nella lotta, si conosce il soldato; solo nella Vittoria, si conosce il cavaliere.
Abbiamo perso di vista una delle massime fondamentali della guerriglia: la guerriglia vince se non perde. L'esercito convenzionale perde se non vince.
O si è i primi o si è i migliori.