Oh Roma! mia patria! città dell'anima!- George Gordon Byron
Oh Roma! mia patria! città dell'anima!
Il "buon tempo andato"... il tempo è sempre buono quando è andato.
Ognuno è incline a credere in ciò che desidera, da un biglietto della lotteria a un passaporto per il paradiso.
L'odio è il piacere più duraturo. Gli uomini amano in fretta, ma odiano con calma.
Uomo! Tu pendolo fra un sorriso e una lacrima.
Dolce è la vendetta, specialmente per le donne.
I fascisti che il 28 ottobre 1922 entrarono in Roma non dispiacquero in Vaticano. Era la medievale distinzione della Chiesa sulle guerre giuste e quelle ingiuste.
Roma de travertino, rifatta de cartone, saluta l'imbianchino, suo prossimo padrone.
Di Roma amo i ristoranti, le chiese e il modo naturale degli italiani di vivere la religione.
Il mondo in cui vivi è di Roma. Sue le leggi. Suo il potere.
La grande Roma deve essere quella d'un tempo: il centro della cultura mondiale, e il Vaticano sarà il ghetto del cattolicesimo.
A Roma ci sono molte cose che nei primi giorni sorprendono, ma alle quali si fa poi l'abitudine. Non esiste città cattolica in cui ci si preoccupi meno della religione.
Roma città corrotta? Non credo: troppi impiegati. Sarebbe una corruzione fondata sull'anticipo degli arretrati, su una ferma richiesta di aumenti e sull'anticipo della liquidazione. Ed è mai possibile?
Si trovano a Roma vestigia di una magnificenza e di uno sfacelo tali, che superano l'una e l'altro, la nostra immaginazione.
Non è il male che corre sulla terra, ma la mediocrità. Il crimine non è Nerone che suonava la lira mentre Roma bruciava, ma il fatto che egli suonava male.
Non attribuiamo i guai di Roma all'eccesso di popolazione. Quando i romani erano solo due, uno uccise l'altro.