Il pensiero assoluto è antisociale, antigregario, forse autistico. È una lebbra che cerca l'isolamento.- George Steiner
Il pensiero assoluto è antisociale, antigregario, forse autistico. È una lebbra che cerca l'isolamento.
Il grande filosofo è quello il cui discorso, per modo di dire, viene vissuto intimamente di generazione in generazione.
Quando le fantasie della religione e la loro perversione affine toccano le pulsioni dell'inconscio, il mostruoso non è distante.
Un nuovo atto di pensiero, un immaginare privo di precedenti discernibili, è l'ambizione, riconosciuta o meno, degli scrittori, dei pittori, dei compositori, dei pensatori.
Mai valutarci al di sopra della nostra mediocrità.
È nella letteratura, nella poesia, nel dramma, nel romanzo che i modelli filosofici e il vaglio delle possibilità metafisiche e morali ricevono la densità, il peso realizzato ed esistenziale della vita vissuta.
Quando uno ha approfondito un problema filosofico deve, in qualche modo, indietreggiare come un pittore davanti al quadro e guardare ciò che ha prodotto.
Prima bisogna vivere, e dopo si può filosofare.
Gli uomini diventano filosofi perché sono dotati della capacità di meravigliarsi.
Ridersela della filosofia significa filosofare per davvero.
Coloro che sperano di diventare filosofi studiando la storia della filosofia dovrebbero, piuttosto, ricevere da essa l'idea che filosofi si nasce proprio come avviene per i poeti, anzi assai più di rado.
Un trattato di filosofia potrebbe benissimo essere composto da battute umoristiche.
Che cosa rende filosofi? Il coraggio di non serbare alcuna domanda nel cuore.
La filosofia non è una dottrina, ma un'attività.
Prima vivere, poi filosofare.
Gli scienziati non sono certo contrari alla filosofia, ma sono contrari a certa filosofia: quella che non sa parlar né chiaro né corretto, che non conosce che se stessa, che puzza di truffa intellettuale, e che troppo spesso finisce in Gloria come tutti i salmi.