Scrittore: razza di intellettuali con pubblico limitato e presunzione infinita.- Georges Elgozy
Scrittore: razza di intellettuali con pubblico limitato e presunzione infinita.
I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori.
Il colmo dell'altruismo è lasciare che gli altri si occupino degli altri.
Chi è più libero: il celibe che vive in dittatura, o l'uomo sposato in democrazia?
Diploma: permesso di dimenticare o perlomeno di non imparare più.
Castità: il piacere di non godere.
Accade così per tutti i grandi scrittori: la bellezza delle loro frasi è imprevedibile come la bellezza di una donna che ancora non conosciamo.
La cosa peggiore che può accadere a uno scrittore è non essere maturo per le sue stesse idee.
Non chiedete a uno scrittore di canzoni che cosa ha pensato, che cosa ha sentito prima dell'opera: è proprio per non volerverlo dire che si è messo a scrivere. La risposta è nell'opera.
La carriera di un scrittore è comparabile a quella di una donna di facili costumi. Dapprima scrive per piacere, poi per far piacere ad altri e in fine per soldi.
Alcuni scrittori per scrivere hanno bisogno della vena. Altri dell'avena.
Quelli che scrivono con chiarezza hanno dei lettori, quelli che scrivono in modo ambiguo hanno dei commentatori.
Ciò che chiamiamo scrittore è questa strana figura sociale, né esperto né gente, a cui si dà ascolto senza avergli posto alcuna domanda.
Per uno scrittore lo scrivere è un verificare e rendere concreta la vita drammatica che trascorre.
Una delle possibili definizioni giuste di scrittore, per me sarebbe addirittura la seguente: un uomo a cui sta a cuore tutto quanto accade, fuorché la letteratura.
Ogni popolo brandisce il suo scrittore o i suoi scrittori come cannoni.