Dio è morto creandoci, noi siamo un'opera postuma.- Gesualdo Bufalino
Dio è morto creandoci, noi siamo un'opera postuma.
Un libro non è soltanto, o non è sempre, un tempio delle idee o un'officina di musica e luce, è anche un luogo oscuro di sfoghi e di rimozioni, dove si combatte un duello senza pietà, con la sola scelta di guarire o morire.
Innamorarsi è un lusso, chi non può permetterselo finge.
È proprio dell'aforisma enunciare verità che sembrano menzogne e menzogne che sembrano verità.
Metà di me non sopporta l'altra e cerca alleati.
Vivere in incognito, come Dio.
La gaffe della creazione. A meno che non si trattasse di un gesto pubblicitario.
Il creatore non voleva guardare sé stesso, e allora creò il mondo.
Nessuno è infallibile. La creazione dell'uomo ne è la prova.
Quando Dio vide che tutto era buono la fede umana gli ha attribuito la vanità ma non l'incertezza del creatore.
È la creazione che crea il creatore, non viceversa.
La creazione, anche se produce l'errore, si dà sempre per amore di qualcuno che non siamo noi.
Dio non avrebbe creato il mondo, se l'averlo creato escludesse il crearlo: l'ha creato in modo tale che continua a crearlo sempre, senza interruzione.
Un Dio che occulta la sua creazione. E vide che non era buona.
Non ho una buona opinione del mondo creato: un incubo da indigestione, durante una siesta di Dio.