Dio è morto creandoci, noi siamo un'opera postuma.- Gesualdo Bufalino
Dio è morto creandoci, noi siamo un'opera postuma.
Rimuginare il male senza osare mai compierlo. È così che si formano le vocazioni alla poesia.
Non c'è scrittore che non somigli al serpente dell'Eden. Solo che spesso la mela è marcia.
Bisogna che abbiamo un'idea molto primitiva dell'eternità se facciamo tanto caso del morire a trenta o a cent'anni.
Irresponsabile della mia nascita, ho un alibi di ferro: non c'ero.
Certi poeti moderni fanno pensare a ragni ubriacati con LSD.
Creare non è uno dei soliti giochetti un tantino frivoli. Il creatore s'è impegnato in un'avventura terrificante che consiste nell'assumersi egli stesso sino in fondo i pericoli corsi dalle sue creature.
Dio era soddisfatto della sua opera, e questo è un errore fatale.
Dio è migliore di quel che sembra, la Creazione non gli rende giustizia.
Il creatore non voleva guardare sé stesso, e allora creò il mondo.
Nessuno è infallibile. La creazione dell'uomo ne è la prova.
Dio non avrebbe creato il mondo, se l'averlo creato escludesse il crearlo: l'ha creato in modo tale che continua a crearlo sempre, senza interruzione.
L'esistenza di una creazione senza Dio, senza scopo, mi sembra meno assurda che la presenza di un Dio perfetto, che crea un uomo imperfetto per fargli correre il rischio di una punizione infernale.
Non ho una buona opinione del mondo creato: un incubo da indigestione, durante una siesta di Dio.
Una creazione che non abbia all'origine l'amore è inconcepibile.