Un Dio che occulta la sua creazione. E vide che non era buona.- Elias Canetti
Un Dio che occulta la sua creazione. E vide che non era buona.
Cinismo: non aspettarsi da alcuno più di quanto noi stessi siamo.
Schivare il concreto è uno dei fenomeni più inquietanti della storia dello spirito umano.
Le sue disperazioni mi suonano troppo puntuali.
Io credo che faccia parte del sapere il volersi rendere manifesto e non contentarsi di un'esistenza nascosta. Il sapere muto mi pare pericoloso, perché, ammutolendo sempre più, finisce per diventare un sapere segreto che poi deve vendicarsi della propria segretezza.
Il romanzo non deve avere alcuna fretta. In passato anche la fretta poteva rientrare nella sua sfera, oggi è passata al film; confrontato ad esso, il romanzo frettoloso è destinato a restare sempre inadeguato.
L'esistenza di una creazione senza Dio, senza scopo, mi sembra meno assurda che la presenza di un Dio perfetto, che crea un uomo imperfetto per fargli correre il rischio di una punizione infernale.
Il creatore non voleva guardare sé stesso, e allora creò il mondo.
Dio era soddisfatto della sua opera, e questo è un errore fatale.
È la creazione che crea il creatore, non viceversa.
Quando Dio vide che tutto era buono la fede umana gli ha attribuito la vanità ma non l'incertezza del creatore.
Una creazione che non abbia all'origine l'amore è inconcepibile.
Non ho una buona opinione del mondo creato: un incubo da indigestione, durante una siesta di Dio.
Dio è migliore di quel che sembra, la Creazione non gli rende giustizia.
Nessuno è infallibile. La creazione dell'uomo ne è la prova.
Dio è morto creandoci, noi siamo un'opera postuma.