L'orgoglio dell'umiltà è la quintessenza della superbia.- Giambattista Vico
L'orgoglio dell'umiltà è la quintessenza della superbia.
Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dare senso e passione.
È altra proprietà della mente umana, ch'ove gli uomini delle cose lontane, e non conosciute non possono fare ninna idea, le stimano dalle cose loro conosciute e presenti.
La meraviglia è figlia dell'ignoranza.
La natura dei popoli è prima cruda, poi severa, quindi benigna, appresso delicata, finalmente dissoluta.
L'Uomo per l'indiffinita natura della mente umana, ove questa si rovesci nell'ignoranza, egli fa sè regola dell'Universo.
L'orgoglio umano sa inventare i più gravi nomi per nascondere la propria ignoranza.
L'orgoglio è una bestia feroce che vive nelle caverne e nei deserti; la vanità invece, come un pappagallo, salta di ramo in ramo e chiacchiera in piena luce.
La vanità sovente, come la gelosia, coincide con l'orgoglio.
Ciò che facciamo per orgoglio è spesso superiore a che che completiamo per dovere.
Ciò che è dato con orgoglio ed ostentazione dipende più dall'ambizione che dalla generosità.
Radiosità di carattere, clemenza, pazienza, purezza, mancanza di odio e assenza di orgoglio - queste qualità, o Bharata, sono la ricchezza di chi ha inclinazioni divine.
L'orgoglio è la certezza emotiva della propria grandezza. La vanità è la certezza emotiva del fatto che gli altri in noi vedono, o ci attribuiscono, tale grandezza. I due sentimenti non sono necessariamente uniti, ma per natura non sono neanche opposti. Sono diversi ma coniugabili.
Una schiavitù volontaria è l'orgoglio più profondo d'uno spirito malato.
Il nostro orgoglio fa sì che guardiamo la gente dall'alto in basso, di modo che non possiamo mai guardare in alto verso Dio.
Quando l'orgoglio pensa: ? Non posso, dice: ? Non voglio.