L'orgoglio dell'umiltà è la quintessenza della superbia.- Giambattista Vico
L'orgoglio dell'umiltà è la quintessenza della superbia.
La Mente umana è naturalmente portata a dilettarsi dell'Uniforme.
Gli uomini prima sentono il necessario, dipoi badano all'utile, appresso avvertiscono il comodo, più innanzi si dilettano del piacere, quindi si dissolvono nel lusso, e finalmente impazzano in istrappazzar le sostanze.
È altra proprietà della mente umana, ch'ove gli uomini delle cose lontane, e non conosciute non possono fare ninna idea, le stimano dalle cose loro conosciute e presenti.
La fantasia è tanto più robusta quanto più debole è il raziocinio.
L'Uomo per l'indiffinita natura della mente umana, ove questa si rovesci nell'ignoranza, egli fa sè regola dell'Universo.
La vanità sovente, come la gelosia, coincide con l'orgoglio.
L'orgoglio è la certezza emotiva della propria grandezza. La vanità è la certezza emotiva del fatto che gli altri in noi vedono, o ci attribuiscono, tale grandezza. I due sentimenti non sono necessariamente uniti, ma per natura non sono neanche opposti. Sono diversi ma coniugabili.
La volontà può e deve essere motivo d'orgoglio più dell'ingegno.
Si può essere orgogliosi di essere galantuomini, non mai di essere uomini d'ingegno.
Molto più che gli interessi è l'orgoglio che ci divide.
L'orgoglio non ha gusti raffinati e si accontenta di privilegi molto meschini.
Quanto più forte è la personalità di una donna, tanto più facilmente essa porta il fardello delle sue esperienze. L'orgoglio viene dopo la caduta.
L'orgoglio è altero, calmo, fiero, tranquillo, irremovibile; la vanità è vile, incerta, irrequieta, vacillante. L'uno ingrandisce l'uomo, l'altra lo gonfia. L'uno è la fonte di mille virtù, l'altra di quasi tutti i vizi e di tutte le insidie.
Noi mettiamo l'orgoglio dappertutto, come il sale.