Veni, vidi, vici.- Giulio Cesare
Veni, vidi, vici.
L'uomo guerriero in tempo di pace combatte sé stesso.
Amo il tradimento, ma odio il traditore.
Gli uomini credono volentieri ciò che desiderano sia vero.
Di regola, gli uomini si preoccupano più di ciò che non possono vedere che di ciò che possono vedere.
Preferirei essere il primo in questo modesto villaggio piuttosto che il secondo a Roma.
La guerra è una serie di catastrofi che risultano in una vittoria.
La vittoria non ammette gelosie.
La vittoria alimenta inimicizia, perché chi è vinto giace dolente. Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta, costui ristà tranquillo e felice.
La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.
Un vincente non è mai stanco di vincere e io non voglio perdere mai.
Io considero la vittoria come una pietra miliare su un'autostrada molto lunga.
Ho una scaramanzia. La domenica compro la Settimana enigmistica e cerco di risolvere i quesiti della sfinge. Credo che riuscendoci l'Inter poi vinca.
Così il CAI Centrale si limita a «riconoscere a Bonatti il giusto merito per l'apporto alpinistico da lui dato alla vittoria del K2»... E chi mai, fin dall'inizio, ne aveva dubitato? Risultò insomma, tout court, una finta, assurda e persino ridicola revisione storica.
Lascia che il mio nome sia tra quelli che sono disposti a sopportare il ridicolo e i rimproveri per amore della verità, e così conquistare il diritto di gioire quando la vittoria viene ottenuta.
Vincere non è importante: è la sola cosa che conti.