Un vecchio non disperato è un grande sapiente o un grande stupido.- Guido Ceronetti
Un vecchio non disperato è un grande sapiente o un grande stupido.
C'è la scuola, la scuola come obbligo, come prigione mentale.
Se cercando una mano nel buio trovi invece un culo, pensa alla ricchezza e al mistero del buio.
I giornali sono pieni di sacrifici umani: li inscatolano, li rendono accettabili per i lettori; in un certo senso li ritualizzano. La cronaca è un bollettino di esecuzioni.
La misoginia è figlia del mistero. Al contrario, la misantropia è figlia della conoscenza: più si conoscono gli uomini, più si è misantropi. Ma il buon misantropo non fa distinzione di sesso: l'uomo, nelle due versioni proposte dal Creatore, non gli piace.
I turisti sono ombre.
Non onorare la vecchiaia è demolire di mattina la casa in cui si deve dormire di sera.
Non essere più ascoltati: questa è la cosa terribile quando si diventa vecchi.
La vecchiaia è l'età più capace di rancori. Per la collera manca la forza, manca la rapidità della reazione, e al colpo non corrisponde la percossa.
I vecchi sono eunuchi del tempo.
Un vecchio è qualcuno che ha molti morti dietro di sé.
Gli anziani sono bambini che crescono all'indietro.
Non c'è nulla di meglio di una vecchiaia piena di grazia.
In vecchiaia ci si pente soprattutto dei peccati non commessi.
Arrivati a una certa età, non si può più discutere, si può solo imparare o insegnare. Imparare sarebbe, ancora, il meglio. Ma chi può insegnare a un vecchio? Deve imparare da se stesso, o sparire.
I giovani pensano che la vecchiaia sia orribile, poi quando invecchiano scoprono che è vero.