Un vecchio non disperato è un grande sapiente o un grande stupido.- Guido Ceronetti
Un vecchio non disperato è un grande sapiente o un grande stupido.
Non bisogna avere che relazioni superficiali con chi respinge agli e cipolle, perché si tratta di caratteri incapaci di profondità.
Il corpo è un perfido e un traditore: con lui viaggiamo come con un Thug. Fa sorrisi alla vita ed è un sicario della morte.
È strano che non succeda. Troverei, medico, normalissimo che una donna incinta abortisse dopo aver scorso un giornale quotidiano.
Alla pena di morte si può sostituire come cerimonia compensatrice finalmente incruenta la maledizione pubblica.
Un segno di vecchiaia è l'inettitudine a creare aforismi. A settanta e oltre la natura ti ha già dato per morto, ti dà alle pale e agli angeli della reincarnazione. L'aforisma è un'illuminazione spermatica metafisica, tra i quaranta e i cinquanta è la sua età ideale.
Più si diventa vecchi, e più è difficile tagliarsi le unghie dei piedi.
Invecchiare. Che orrore!..diceva mio padre. Ma è l'unico modo che ho trovato per non morire giovane.
La vecchiaia, quando è degna di questo nome, dovrebbe portare il meglio.
Arrivati a una certa età, non si può più discutere, si può solo imparare o insegnare. Imparare sarebbe, ancora, il meglio. Ma chi può insegnare a un vecchio? Deve imparare da se stesso, o sparire.
La vecchiezza è male sommo: perché priva l'uomo di tutti i piaceri, lasciandone gli appetiti, e porta seco tutti i dolori.
A settant'anni è più sano avere delle donne nella memoria che sulle ginocchia.
La vecchiaia è il compimento della vita, l'ultimo atto della commedia.
Non si smette di giocare perché si diventa vecchi, ma si diventa vecchi perché si smette di giocare.
La vecchiaia non m'è mai sembrata una scusante alla perfidia umana: anzi, son più disposto a considerarla una circostanza aggravante.
In vecchiaia si pagano i debiti contratti in gioventù.